Stretta contro le occupazioni abusive, e scattano controlli a tappeto

Stretta contro le occupazioni abusive, e scattano controlli a tappeto
Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini
2 settembre 2018

Massima tempestivita’ nell’esecuzione degli sgomberi e censimento degli occupanti. Questo il giro di vite contro le occupazioni abusive di immobili, deciso dal Viminale con una circolare firmata da Matteo Piantedosi, capo di gabinetto del ministro Matteo Salvini, e indirizzata ai prefetti, ai commissari del governo per le province di Trento e Bolzano e al presidente della Regione Valle d’Aosta. Nel documento, pubblicato sul sito del ministero dell’Interno, si osserva che “nonostante gli sforzi profusi da tutte le componenti del sistema, alla luce delle evidenze emerse in questo primo periodo di applicazione del decreto-legge” varato nel 2017 in materia, “la gestione del tema dell’occupazione arbitraria degli immobili non ha compiuto significativi passi avanti, se non rispetto alle misure di natura preventiva rivolte ad evitare nuove occupazioni”.

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Quindi, data la “difficile acquisizione” di notizie riguardanti le persone presenti all’interno dello stabile, “imprescindibili e rilevanti per l’accertamento delle singole situazioni personali”, si legge nella circolare, “l’unica soluzione percorribile e’ quella di ogni possibile censimento degli occupanti”, da condurre “sotto la regia dei servizi sociali dei Comuni e, laddove occorra, con l’ausilio dei soggetti del privato sociale”, per acquisire un “complessivo quadro della situazione e, in particolare, delle ricadute sul piano sociale e su quello della tutela dell’ ordine e della sicurezza pubblica derivanti dall’esecuzione dello sgombero”. Il censimento, infatti, “dovra’ essere finalizzato alla possibile identificazione degli occupanti e della composizione dei nuclei familiari, con particolare riguardo alla presenza all’interno degli stessi di minori o altre persone in condizioni di fragilita’, oltre alla verifica della situazione reddituale e della condizione di regolarita’ di accesso e permanenza sul territorio nazionale”.

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Potra’ essere verificata “la situazione reddituale dei diretti interessati e della loro rete parentale e, a tal riguardo, insieme alle risultanze dell’anagrafe tributaria, potranno rivelarsi utili gli accertamenti specifici da demandare alla Guardia di Finanza. Nello stesso contesto potra’ essere verificata anche l’esistenza di legami di carattere sociale idonei ad assicurare forme di sostentamento agli interessati” e soltanto se, all’esito di questi accertamenti, ci sia “fondato motivo” di ritenere che i soggetti in situazione di fragilita’ interessati dall’esecuzione dello sgombero “sarebbero privi della possibilita’ di soddisfare, autonomamente o attraverso il sostegno dei loro parenti, le prioritarie esigenze conseguenti alla loro condizione, i servizi sociali dei Comuni dovranno attivare gli specifici interventi”.

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Per tutti gli occupanti che non si trovano in situazioni di fragilita’, invece, “potra’ essere ritenuta sufficiente l’assunzione di forme piu’ generali di assistenza, da rendersi nell’immediatezza dell’evento: ad esempio – si legge nella circolare – potranno essere individuate strutture provvisorie di accoglienza ove poter collocare gli occupanti per il tempo strettamente necessario all’individuazione da parte loro di soluzioni alloggiative alternative”. Nella fase successiva allo sgombero, si sottolinea ancora nel documento, “sara’ cura degli enti preposti compiere valutazioni piu’ approfondite e individuare le soluzioni che possano permettere via via di sostenere i percorsi d’inclusione sociale delle persone in situazioni di fragilita’, anche all’interno di complessive strategie di intervento condivise con le Regioni”.

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Necessario, infatti, tenere conto dell'”ulteriore profilo di rilievo rispetto alla presenza dei molteplici interessi in gioco”, ossia quello della “tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica” e, dunque, di “attendere agli sgomberi con la dovuta tempestivita’, rinviando alla fase successiva ogni valutazione in merito alla tutela delle altre istanze, nella consapevolezza che il consolidamento di situazioni d’illegalita’ possa recare un grave pregiudizio ad alcuni dei principali valori di riferimento nel nostro ordinamento”, conclude la circolare, nella quale si rileva che le nuove indicazioni “devono ritenersi compatibili e quindi applicabili” anche per l’esecuzione di sgomberi “resi necessari da altre situazioni di rilievo, come le precarie condizioni di sicurezza degli immobili”.

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