Tante sfumature di donna nelle opere di Patrizia Poli

Carnevale nell'anima
2 marzo 2018

I lavori dell’artista piemontese sono un vero e proprio omaggio al mondo femminile, con tutte le sue sfaccettature, di cui di opera in opera mette in evidenza i diversi lati: quello più frivolo, quello più meditativo, quello più profondo, quello più sognante, quello più seduttivo. Cerca di comprendere e poi rivelare all’osservatore il mistero racchiuso in uno sguardo la Poli, quel velo interiore che si nasconde dietro l’apparire, quel significato che va oltre il riflesso della luce che colpisce l’immagine. Il suo tocco è lieve, gentile, delicato nel descrivere l’emozione ma al tempo stesso deciso nel delineare i contorni, i dettagli che fanno da cornice al focus del particolare che la sua ispirazione sente il bisogno di evidenziare. Anche i colori sono sapientemente scelti per sottolineare il passaggio tra luci e ombre, non quelle del dipinto in sé bensì quelle dei moti dell’anima, il movimento che va dall’essere all’apparire e che fuoriesce nel momento in cui il soggetto è soprappensiero e si lascia sfuggire una fugace rivelazione di ciò che sente, non ciò che vuole far credere di sentire. È proprio quello l’istante catturato da Patrizia Poli, quello in cui tutto cambia, quello in cui una lama di luce svela ciò che non viene detto; lo stile fortemente figurativo, quasi patinato riconduce questa brava artista a una moderna Art Nouveau, quasi un richiamo, seppur assolutamente personalizzato e modificato nella forma, alle donne delle prime immagini pubblicitarie realizzate non con iperrealistiche fotografie come avviene nella realtà contemporanea, bensì attraverso disegni e illustrazioni dei grandi nomi figurativi dell’epoca. Questa sua caratteristica si mescola a una capacità di approfondimento apparentemente nascosta ma che si manifesta in un secondo momento nei dipinti come Sogno mentre trascorre il tempo,

Sogno mentre trascorre il tempo

dove il simbolismo delle lancette evidenzia l’immobilità del momento del sogno in cui tutto si ferma e diventa rarefatto in attesa del ritorno alla realtà. O come Carnevale nell’anima dove i colori che contornano la protagonista del dipinto sono all’esterno, gioiosi e allegri, ma che non riescono a nascondere quell’alone di malinconia che si legge nel suo sguardo; e poi Io e la mia anima, dove l’immagine è speculare ma al contrario, perché forse spesso siamo proprio noi i primi a voler nascondere a noi stessi le pieghe più segrete, le ferite più profonde, le cicatrici più evidenti e dunque preferiamo non guardare, ci viene più facile voltare le spalle a ciò che non vogliamo venga visto e crediamo che ignorandolo scompaia. Poi di colpo ci guardiamo allo specchio, come in Mistero prezioso,

Mistero prezioso

e riusciamo a scorgere la realtà oltre l’apparenza, quell’ombra che cade sulla nostra luce, rappresentata in questo dipinto dal luccichio di un gioiello che forse illusoriamente doveva servire a dare all’esterno un’immagine di sé più splendente, più sicura di quanto in realtà quella donna si senta, lo racconta l’occhio che sussurra di una disillusione, di una lacrima trattenuta che non vuole scendere, di un ricordo che non riesce a essere scacciato. Nel dipinto In posa per lui

In posa per lui

invece non c’è niente di nascosto, c’è solo l’aspettativa di sentirsi ammirata, amata, dalla persona più importante, quella che ruba il cuore e davanti alla quale arrendersi senza remore perché sarà la prima a voler proteggere, a prendersi cura, ad accogliere il dono che il sentimento vero rappresenta. Dunque la donna è protagonista assoluta di uno sguardo a volte complice, altre incuriosito, e altre ancora sorpreso di un’artista dalle mille sfaccettature e che forse, attraverso le sue tele tenta di scoprire se stessa, rappresentando le sue di sfumature e suggerendo all’osservatore che esistono differenti punti di vista, che ognuno nasconde lati di sé che lo rendono molteplice nella sua unicità, come un puzzle che si compone di volta in volta in base alle emozioni che vive, un prisma che si modifica a seconda degli spaccati di vita con cui ha a che fare, un’entità indefinita che è soggetta inevitabilmente al cambiamento che gli eventi provocano al livello interiore più profondo.

Patrizia Poli inizia il suo percorso artistico come creatrice di gioielli ma ben presto si dedica all’arte figurativa, pur non abbandonando mai la sua professione, e nel corso degli anni ha partecipato a molte collettive sia in Italia che all’estero – Galleria Art 69 di New York, Galleria Art 76 di Dubai, Galleria Thuillier di Parigi, The Crypt Gallery di Londra -. E il suo amore per il bello, per lo stile che le viene dagli anni di esperienza nella lavorazione dell’oro, emerge in maniera evidente anche nelle sue opere pittoriche, chic, raffinate, eleganti dal punto di vista puramente estetico, ma assolutamente profonde se si guarda oltre ciò che una prima occhiata scorge, evidenziando proprio ciò che accade nella realtà contemporanea in cui tutti cercano di apparire al meglio di sé, in cui la vera essenza deve essere celata dall’immagine professionale, dal proprio status sociale, da uno schermo di durezza, dall’apparenza di un bell’abito o un bel gioiello, per porre un velo su un’interiorità fragile, delicata, che deve essere protetta perché può essere facilmente ferita.

 

Patrizia Poli

Email: patriziapoli62@yahoo.it

Facebook: https://www.facebook.com/pattizia.poli

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