Tap, Tav, Muos, Brennero… Grillini indietro tutta

Tap, Tav, Muos, Brennero… Grillini indietro tutta
Il vice premier, Luigi Di Maio
2 novembre 2018

Le promesse da marinaio pentastellate continuano, giorno dopo giorno, a scatenare proteste dal Piemonte alla Sicilia. Un boomerang inarrestabile che ora s’è abbattuto sull’isola di Pirandello per il tanto contestato impianto satellitare Muos. Un sofisticato sistema americano di parabole per le telecomunicazioni, di cui, il Movimento 5 Stelle, promette da circa dieci anni lo smantellamento.

Le ultime megafonate grilline sono state fatte nel corso della campagna elettorale per le Politiche, e grazie alle quali, hanno incassato una montagna di voti. E ora, che gli isolani, in particolare, i nisseni, sentono puzza di bruciato, hanno scatenato una serie di proteste. “Ci stupisce che i grillini, da sempre impegnati per la demolizione dell’impianto satellitare, ora hanno fatto dietrofront – sbotta il coordinatore del movimento No Muos, Fabio D’Alessandro -. Su queste promesse, il M5s ha vinto le elezioni con percentuali spaventose”.

A dar fuoco alle polveri, addirittura la stessa ministra della Difesa pentastellata, Elisabetta Trenta, che ha scritto una memoria per chiedere al Cga Sicilia di respingere il ricorso che ne blocca la costruzione. Il che equivale, a un via libera al mega radar. Un dossier, quello della ministra, che manda su tutte le furie il deputato del M5s al parlamento siciliano, Giampiero Trizzino: “Smantelleremo il Muos. La memoria della ministra Trenta? Un fatto già passato”.

Quanto basta al ministero della Difesa per far diramare due righe di commento inequivocabili: “La linea sul Muos è molto chiara e in questi giorni il governo è al lavoro sul dossier. Qualsiasi altra esternazione o posizione assunta da esponenti non appartenenti all’esecutivo è da considerarsi espressione del singolo soggetto politico”. Punto. E dire che anche il vice premier, Luigi Di Maio, nell’ultimo sbarco in Sicilia, l’altro ieri, aveva rinsaldato la promessa, già fatta in campagna elettorale (la distruzione del sistema americano) con una affermazione sibillina: “Nei prossimi giorni ci saranno novità…”.

E mentre i siciliani attendono, una cosa va detta. Nel giro di pochi giorni, i dietrofront dei Cinquestelle su Tap, Tav e ora su Muos, stanno mettendo a dura prova la pazienza dei loro elettori. Per non parlare delle continue scosse che si registrano all’interno del Movimento. Un fatto che rischia di diventare irreversibile. L’ultima botta ai 5 stelle arriva dal suo alleato di governo. Che come sempre, giocando d’anticipo, il Carroccio mette sotto scacco i pentastellati.

“Dopo la Tap, si faranno anche il Terzo Valico, le pedemontane, le superstrade, il tunnel del Brennero…” puntella Matteo Salvini, in barba alla contrarietà del M5s. “Ragazzi, siamo al 40% dei lavori. Si va, si va…”, scandisce il ministro dell’Interno. E’ noto che il Movimento 5 Stelle è anche contrario alla realizzazione del tunnel del Brennero. Non a caso ha avuto un crollo, il partito di Di Maio, alle elezioni provinciali del Trentino. L’opera richiama l’ormai mitica gaffe del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli che, nonostante sia contrario alla sua realizzazione, nel corso di un intervento aveva dato aperto e funzionante il tunnel del Brennero.

I 5 stelle non vogliono neanche realizzare il cosiddetto Terzo Valico e per far ciò, in Liguria, i pentastellati vorrebbero bloccare il sesto lotto “perché i soldi non ci sono”. Ricordiamo che l’opera è già stata completata per il 32 per cento e appaltata all’ottanta per cento. E ad oggi, i lavoratori edili impegnati sono circa settemila e cinquecento, compreso l’indotto. Sempre in Liguria, stessa musica grillina suona per la Gronda.

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