Tav della discordia, Di Maio gela Salvini: “Ridimensionamento? Supercazzola”

Tav della discordia, Di Maio gela Salvini: “Ridimensionamento? Supercazzola”
Luigi Di Maio e Matteo Salvini
3 febbraio 2019

Lo stop definitivo alla Torino-Lione in cambio del voto contrario all’autorizzazione a procedere sul caso Diciotti: uno scambio al quale il ministro dell’Interno non vuole credere, ma che potrebbe nascondersi dietro l’incertezza che ancora regna nel Movimento 5 Stelle sulla linea da seguire in Giunta per le immunita’ parlamentari. E che potrebbe durare ancora a lungo, ben oltre la diffusione dei risultati dell’analisi costi-benefici alla quale il governo, con il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, ha appeso il destino dell’opera. “Non siamo al mercato dove ‘io ti do questo e tu mi dai quest’altro’, e’ roba di vecchi governi”, taglia corto Matteo Salvini, intercettato dai cronisti non appena arrivato al mercato di Campli, nel Teramano.

E, salito sul palco alla ricerca di voti per il candidato leghista alla Regione Abruzzo, ribadisce la sua idea su quanto andrebbe fatto. “Mica serve una laurea per capire che e’ meglio completare un buco di 25 chilometri nella montagna piuttosto che richiuderlo”. Parole, quelle di Salvini, che fanno impennare il livello di allarme nel governo. Tanto che Di Maio, a pochi chilometri dal ministro dell’Interno, si fa minaccioso: “Per quello che mi riguarda, non conviene insistere su temi sui quali non siamo d’accordo. Altrimenti mi devo convincere che si continua a spingere su temi su cui non siamo d’accordo per creare tensioni nel governo. Io non lo consiglio”. E, poi, perche’ il messaggio arrivi forte e chiaro all’interlocutore: “Alla fine la Tav non si fara’. Il tema non e’ il ridimensionamento dell’opera, se parliamo di ridimensionamento parliamo di una supercazzola”.

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I due dossier, Tav e Diciotti, sembrano pero’ sempre piu’ collegati e la tempistica potrebe giocare a favore dei Cinque Stelle. Di Maio, soffermandosi sulla richiesta di autorizzazione a procedere da parte del Tribunale dei Ministri di Catania fa presente che “noi nella nostra storia non abbiamo mai votato per utilizzare le immunita’ parlamentari” ma il caso Diciotti “e’ un po’ diverso”. Ma poi sottolinea anche: “So bene che il voto arrivera’ non questa settimana, ma fra qualche settimana…”. E, quindi, dopo i risultati dell’analisi sulla Tav, previsti a breve. Lo spettro dello scambio Tav-Diciotti comincia a materializzarsi anche agli occhi delle opposizioni. “Uno squallido baratto, una proposta scellerata. Salvini dovrebbe rinunciare alla Tav in cambio del no grillino all’autorizzazione a procedere sulla vicenda Diciotti?”, domanda Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato. E dalla convenzione nazionale del Pd, Maurizio Martina lancia la proposta di una “mozione di sfiducia per il ministro dell’Interno: e’ arrivato il momento”.

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