Tav, governo sblocca i bandi con clausola dissolvenza. Salvini: “Nessuna crisi di governo”

Tav, governo sblocca i bandi con clausola dissolvenza. Salvini: “Nessuna crisi di governo”
9 marzo 2019

Si sblocca la vicenda Tav. A scriverlo “Il Sole24Ore” on line che riferisce di una lettera inviata da Palazzo Chigi alla Telt “per autorizzare l’approvazione di avvisi per i 2,3 miliardi di lavori del tunnel di base della Tav con la clausola di dissolvenza che sarà motivata dall’avvio della procedura di revisione del trattato italo-francese”. I contenuti della direttiva e dei bandi non sono ancora noti, prosegue “Il Sole24Ore”, ma sarà comunque presente un riferimento alla “volontà di Roma di chiedere a Parigi e Bruxelles di rivedere il Trattato. L’ipotesi era stata allo studio dell’esecutivo” ed “era stata anticipata dal Sole 24 Ore nelle scorse ore”. La lettera, prosegue il quotidiano on line, è frutto dell’intesa raggiunta in extremis da Lega e M5S e terrebbe conto delle condizioni avanzate ieri da Luigi di Maio, che aveva chiesto di non impegnare soldi pubblici in questa fase. Numerose le dichiarazioni delle ultime ore alla trattativa tra gli esponenti del MoVimento 5 Stelle e la Lega sul rischio crisi di governo connesso allo stallo sulla Tav. Oggi le associazioni produttive torinesi hanno incontrato i parlamentari piemontesi, annunciando azioni legali qualora lunedì non dovessero partire i bandi della Torino-Lione e nel pomeriggio è atteso in piazza a Torino un flash mob dei sì Tav a sostegno del progetto.

Intanto il vicepremier Matteo Salvini esclude una crisi di governo. Ai giornalisti che al suo arrivo, organizzato per il suo compleanno a Milano dagli ‘Amici della Lirica’, gli chiedevano se Di Maio gli regalera’ la Tav, il ministro dell’Interno ha risposto: “Noi regaliamo agli italiani 5 anni di governo. Non c’e’ nessuna crisi in vista. La situazione economica e’ tale che nessuno si puo’ permettere di giocare sul futuro degli italiani”.  Ma nella maggioranza proseguono le schermaglie dopo l’attacco di Di Maio a Salvini. Il presidente della Camera, Roberto Fico, da Napoli ha avvertito che il no alla Tav e’ “una battaglia identitaria del Movimento 5 Stelle”, non una questione ideologica. Tuttavia ha insistito che “la legislatura e’ saldamente in piedi” e che, se anche dovesse accadere qualcosa, “la parola passera’ al presidente della Repubblica”. Per il deputato pentastellato Luigi Gallo, se si arrivera’ alla crisi di governo la colpa sara’ della Lega e Salvini dovra’ assumersene la responsabilita’. “Il presidente del Consiglio”, ha affermato su Facebook l’esponente grillino, “ha certificato con chiarezza che l’analisi costi benefici sul Tav e’ fondata e ha la responsabilita’ di convocare il Consiglio dei Ministri per non buttare i soldi degli italiani in un’opera che crea molti piu’ danni che benefici”.

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Dal fronte della Lega, mentre il leader e vicepremier resta a Milano e festeggia il suo 46mo compleanno, e’ il ministro Gian Marco Centinaio a ribadire che il Paese “ha bisogno di vere infrastrutture: di porti e aeroporti all’altezza e dell’alta velocita’”. La Tav, assicura, “non puo’ mettere in crisi il governo”: “Penso che il governo non sia a rischio” ma di certo, sottolinea, sono molti gli amministratori “che vogliono andare avanti con le infrastrutture”. Il viceministro ai Trasporti, Edoardo Rixi (Lega), confida “nel presidente del Consiglio e nel suo ruolo di ricucitura. Il punto di equilibrio e’ un miglioramento dell’opera. Ridiscutere il progetto come scritto nelle mozioni approvate alla Camera e al Senato, non bloccarlo. Uno stop non e’ previsto nel contratto di governo”, ha sottolineato in un’intervista al Messaggero. Dalle opposizioni si prevede infine un ritorno alle urne. Per Gianfranco Rotondi, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, ha assicurato che in caso di crisi il Presidente della Repubblica “non solo ci mandera’ diritti al voto, ma se ne divertira’ moltissimo”. Un’ipotesi che pero’ il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, vede lontana perche’, spiega: “M5s e’ gregario e subalterno alla Lega”.

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