“Tempi nuovi” come cambia la famiglia con la tecnologia

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9 febbraio 2019

Generazioni a confronto, una divertente commedia familiare incentrata sui rapporti-genitori figli ma soprattutto su come la tecnologia abbia impresso una violenta accelerazione alla vita quotidiana. “Tempi nuovi”, di Cristina Comencini, in scena al Teatro Manzoni di Milano dal 7 al 24 febbraio fa sorridere ma anche pensare, come spiega la regista e autrice dello spettacolo.

“E’ una commedia che si rivolge a tutti, perché è un rapporto in una famiglia tra due generazioni sulla velocità dei cambiamenti e sulla nostra grande difficoltà di star dietro ai cambiamenti perché abbiamo una lentezza fisiologica per capire profondamente le cose e siamo diretti dai cambiamenti”. Elettronica, mutamento dei mestieri e dei saperi, nuove relazioni sconvolgono comicamente la vita dei quattro protagonisti.

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“Il tempo di una commedia è anche un tempo che fa riflettere e ti può far fermare, anche perchè a teatro si spengono i telefoni, ma in quel momento vedi te stesso e pensi che tutto sommato come dice il protagonista, che è uno storico, perchè non possiamo sapere da dove vengono le cose e dove forse potrebbero andare. Poniamoci sempre il problema di metterle in collegamento all’interno di una storia perché altrimenti siamo diretti dalle novità e da quello che avviene e siamo spaesati”.

Nel ruolo del padre debutta Maurizio Micheli che prende l’eredità del compianto Ennio Fantastichini. “Non è facile perché Fantastichini era bravissimo, diverso da me, un attore più drammatico e io ci provo alla maniera mia”. Una travolgente Iaia Forte è una mamma tecnologica che si scopre molto meno moderna di quanto pensasse. “Si ride molto ma ci ringrazia il pubblico perché attraverso questo spettacolo ha la possibilità di ridere e di riflettere su temi profondamente contemporanei che appartengono a molte famiglie e si sentirsi meno soli”.

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