Tribunale Genova: restituire i soldi sequestrati a Bossi

Tribunale Genova: restituire i soldi sequestrati a Bossi
Il Senatur, Umberto Bossi e l'ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito
12 gennaio 2018

I soldi che il tribunale di Genova aveva sequestrato al fondatore ed ex leader della Lega Nord, Umberto Bossi, vanno restituiti al Senatùr, ad eccezione di un quinto della pensione da europarlamentare. Lo hanno deciso i giudici genovesi, accogliendo la richiesta di Domenico Mariani, avvocato difensore di Bossi. I magistrati del capoluogo ligure avevano iniziato a congelare i conti di Bossi, dell’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito e di tre ex revisori contabili del Carroccio dopo la sentenza di condanna per la maxi truffa ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali. Il fondatore della Lega Nord, attraverso il suo legale, aveva però sostenuto che le somme che la Guardia di Finanza gli aveva bloccato derivavano dal vitalizio parlamentare che per legge non può essere pignorato o sequestrato. Il tribunale di Genova ha accolto la richiesta, sostenendo tuttavia che si possa sequestrare un quinto della sua pensione da parlamentare europeo. I giudici genovesi hanno inoltre disposto che i sequestri potranno anche continuare in futuro, decisione che è già stata impugnata dall’avvocato difensore di Bossi. Dopo lo stop ai sequestri sui conti della Lega, era stato il Tribunale del Riesame a indicare ai magistrati di prelevare le somme alle persone fisiche. A dare il via ai sequestri era stata la sentenza dello scorso luglio, che aveva portato alla condanna di Bossi, Belsito e di altri 5 imputati per la maxi truffa ai danni dello Stato. Il tribunale aveva anche stabilito la confisca di quasi 49 milioni di euro dai conti del Carroccio. La procura, dopo aver trovato quasi 2 milioni di euro sui conti della Lega, aveva chiesto più volte di poter sequestrare anche le somme che sarebbero entrate in futuro ma la richiesta era stata respinta dai giudici. Sul caso pende ora un ricorso in Cassazione.

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