Trump vuole abolire lo ius soli: “È ridicolo, unico Paese ad avere questa norma”

Trump vuole abolire lo ius soli: “È ridicolo, unico Paese ad avere questa norma”
Melania e Donald trump
30 ottobre 2018

A una settimana dalle elezioni di metà mandato, il presidente statunitense Donald Trump ha deciso di puntare tutto sull’immigrazione per vincere, annunciando di voler cancellare lo ius soli con un semplice ordine esecutivo. Trump, durante un’intervista che andrà in onda domenica su Hbo, ha detto di aver discusso della questione del diritto alla cittadinanza per qualsiasi persona nata negli Stati Uniti con i suoi consiglieri legali. “Mi è stato sempre detto che c’è bisogno di un emendamento costituzionale [per modificarlo, ndr]. Sapete cosa? Non è vero” ha detto il presidente. “Si può senza dubbio fare con una legge del Congresso, ma ora mi dicono anche che posso farlo con un semplice ordine esecutivo”.

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Lo ius soli, negli Stati Uniti, è automatico e senza condizioni, protetto dal Quattordicesimo emendamento della Costituzione, ratificato nel 1868, che recita: “Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e sottoposte alla relativa giurisdizione sono cittadini degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono”. Fu una conquista del partito repubblicano, un solido principio del ‘Sogno americano’. Già in campagna elettorale, Trump aveva detto di volerlo eliminare, perché lo ius soli sarebbe “la più grande calamita che attira gli immigrati illegali”.

Le voci critiche verso Trump si sono subito sollevate. “Il presidente non può cancellare la Costituzione con un ordine esecutivo e la garanzia di cittadinanza del 14esimo emendamento è chiara” ha detto Omar Jadwat, direttore dell’Immigrants’ Rights Project dell’Aclu, associazione che si batte per i diritti civili. L’intenzione di Trump viene subito bocciata anche dallo speaker repubblicano della Camera, Paul Ryan. “Non si puo’ mettere fine al diritto di cittadinanza legato alla nascita con un ordine esecutivo”, ha detto, spiegando che cambiare il 14/mo emendamento richiederebbe un lungo processo costituzionale. Si e’ pero’ detto d’accordo con Trump sulla necessita’ di affrontare la radice del problema, “che e’ l’immigrazione illegale non controllata”.

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“Si tratta di un tentativo palesemente incostituzionale per seminare divisioni e soffiare sulle fiamme dell’odio contro gli immigrati, nei giorni precedenti alle elezioni di metà mandato”, ha scritto in un comunicato. Kristen Clarke, presidente e amministratrice delegata del Lawyers’ Committee for Civil Rights Under Law, ha detto al Wall Street Journal che il piano di Trump “oltre a essere incostituzionale, esacerberebbe le tensioni razziali, sfrutterebbe le paure e provocherebbe un’ulteriore polarizzazione nel Paese, in un momento in cui servirebbero unità e inclusione”. “Non può farlo”, ha commentato Laura Donohue, costituzionalista della Georgetown. “Sta dicendo in pratica che il presidente è al di sopra della Costituzione”. Secondo i conservatori che si battono per la cancellazione o la modifica del diritto, il Quattordicesimo emendamento sarebbe stato pensato per dare la cittadinanza ai figli di residenti permanenti, non a quelli di immigrati irregolari o con visti temporanei.

In un commento scritto per il Washington Post tempo fa, Michael Anton, ex portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale del presidente Trump, ha dichiarato che il diritto di cittadinanza verrebbe garantito in base a un’interpretazione sbagliata dell’emendamento e che una sentenza della Corte Suprema del 1898 garantirebbe il diritto solo ai figli dei residenti legali. Emendare la Costituzione è quasi impossibile, visto che servirebbe l’approvazione dei due terzi di entrambe le Camere e la ratifica di tre quarti degli Stati; modifiche possono essere apportate anche attraverso una convention costituzionale, che deve essere però chiesta da due terzi dei parlamenti statali. Alcuni repubblicani contrari allo ius soli hanno provato ad aggirare il processo, presentando proposte d legge che modificassero il significato storico del 14esimo emendamento.

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“Siamo l’unico Paese al mondo dove una persona arriva, ha un bambino e questo bambino è un cittadino degli Stati Uniti, con tutti i benefici. È ridicolo. È ridicolo. Deve finire” ha aggiunto Trump. Nell’emisfero occidentale, ricorda Axios, lo ius soli è garantito in oltre 30 Stati. Tra il 1980 e il 2006, c’è stato un incremento esponenziale del numero di bambini nati da genitori irregolari negli Stati Uniti; il picco è stato raggiunto nel 2006 e nel 2007, con 370.000 neonati, secondo i dati del Pew Research Center. L’annuncio di Trump è probabilmente legato all’avanzata della carovana di migliaia di migranti centroamericani, in marcia verso il confine meridionale degli Stati Uniti. “Perdono il loro tempo – ha dichiarato Trump – non entreranno”. Gli Stati Uniti hanno deciso di inviare 5.000 soldati al confine con il Messico.

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