Ue: grazie Guardia Costiera per sforzi a Lampedusa. “Triton sostiene sforzi Italia ma non sostituisce Mare Nostrum”

Ue: grazie Guardia Costiera per sforzi a Lampedusa. “Triton sostiene sforzi Italia ma non sostituisce Mare Nostrum”
10 febbraio 2015

 

Riportando oggi le parole del commissario, la portavoce per le politiche dell’Immigrazione della Commissione, Natasha Bertaud, ha elogiato la Guardia Costiera italiana per i salvataggi effettuati, e puntualizzato ancora una volta che l’operazione Triton di Frontex (l’Agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell’Ue) non sostituisce Mare Nostrum. “La Commissione – ha detto la portavoce – deplora la tragica perdita di 29 vite umane in mare al largo di Lampedusa; ma nonostante la pioggia, la grandine, il vento, 77 persone sono state salvate, e la Commissione ringrazia la Guardia costiera italiana per i suoi sforzi di salvare vite umane, oggi e nel passato, effettuati in condizioni molto difficili, come ieri”.

Bisogna, ha continuato Bertaud, “fare di più: devono essere aperti più canali per l’immigrazione legale, e il commissario ha ripetutamente chiesto che l’Europa gestisca meglio l’immigrazione, sotto tutti gli aspetti”, ha aggiunto, ricordando come il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, abbia fatto di questo tema “una delle priorità della sua campagna elettorale, una delle 10 priorità del mandato della sua Commissione e del suo programma di lavoro per il 2015”.

Per affrontare questa sfida “occorre uno sforzo comune di Commissione e Stati membri, che devono lavorare assieme”. Nel Mediterraneo, “dal lancio dell’operazione Triton, in novembre – ha continutato la portavoce -, sono stati salvati quasi 19.000 migranti, di cui un terzo, circa 6.000, grazie al coinvolgimento di Frontex”. Comunque, ha precisato Bertaud, “l’operazione Triton non solleva gli Stati membri dalla responsabilità di controllare le parte di loro competenza delle frontiere marine esterne dell’Ue. Triton mira a sostenere lo sforzo dell’Italia e non a sostituire i programmi che c’erano in precedenza, come Mare Nostrum. Questo implica – ha sottolineato la portavoce – che l’Italia continua ad avere l’obbligo, secondo il diritto comunitario e le leggei internazionali, di monitorare le proprie frontiere”, ha concluso.

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