Uova contaminate: “Quest’anno importati dall’Olanda 578mila chilogrammi”. Ministero rassicura: nessuna distribuzione in Italia

Uova contaminate: “Quest’anno importati dall’Olanda 578mila chilogrammi”. Ministero rassicura: nessuna distribuzione in Italia
7 agosto 2017

L`Italia ha importato nel 2017 uova di gallina in guscio dall`Olanda, sotto accusa in Europa per aver commercializzato uova contaminate con l’insetticida Fipronil che possono rappresentare “un serio rischio per la salute”. E` quanto emerge da una analisi della Coldiretti che evidenzia l`arrivo in Italia di 578mila chili di uova in guscio di gallina dai Paesi Bassi nei primi quattro mesi del 2017 a commento delle indiscrezioni sul fatto che ‘Italia potrebbe essere coinvolta nello scandalo delle uova contaminate. Nel primo quadrimestre del 2017 non risultano invece secondo l`analisi della Coldiretti importazioni di uova di gallina in guscio dal Belgio che nella notifica iniziale al Sistema di allerta rapido Rasff il 20 luglio sembra aver indicato che l’Olanda, la Francia, l’Italia, la Germania e la Polonia stanno usando il Dega-16 nei loro mercati. Secondo l’organizzazione di categoria, con gli italiani che consumano circa 215 uova a testa all’anno è importante fare chiarezza e garantire la qualità e sicurezza di quelle presenti sul mercato nazionale. Grazie alla produzione nazionale di 12,9 miliardi di pezzi l`Italia è praticamente autosufficiente per il consumo di uova che a livello nazionale è in media 215 uova, delle quali 140 tal quali mentre le restanti sotto forma di pasta, dolci ed altre preparazioni alimentari.

La Coldiretti ricorda che le uova di gallina hanno un sistema di etichettatura obbligatorio a livello europeo che consente di distinguere tra l’altro la provenienza e il metodo di allevamento con un codice che con il primo numero consente di risalire al tipo di allevamento (0 per biologico, 1 all’aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie), la seconda sigla indica lo Stato in cui è stato deposto (es. IT), seguono le indicazioni relative al codice ISTAT del Comune, alla sigla della Provincia e, infine il codice distintivo dell’allevatore. A queste informazioni si aggiungono – conclude la Coldiretti – quelle relative alle differenti categorie (A e B a seconda che siano per il consumo umano o per quello industriale) per indicare il livello qualitativo e di freschezza e le diverse classificazioni in base al peso (XL, L, M, S). Rassicurazioni arrivano dal ministero della Sanità. “In riferimento alla notifica 2017.1065 la direzione generale per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti del ministero della Salute precisa che non risultano distribuzioni di uova contaminate con Fipronil in Italia”. Il ministero spiega che “le indagini condotte attraverso il sistema di allerta europeo RASFF hanno evidenziato che si ipotizza un uso fraudolento del fipronil da parte di alcuni produttori dei Paesi Bassi. In relazione a questa segnalazione  – prosegue il dicastero – il Ministero già in data 31/7/2017 ha informato gli Assessorati alla Sanità delle Regioni e Province Autonome della problematica chiedendo di effettuare le verifiche sul territorio. In data odierna è stato richiesto agli Assessorati ed al NAS di proseguire il monitoraggio e comunicare gli esiti delle verifiche e i risultati dei campionamenti su uova effettuati”.

 



Commenti