Usa minacciano banche Cina su sanzioni contro Corea del Nord. Nel mirino ancora il dittatore Kim Jong Un

Usa minacciano banche Cina su sanzioni contro Corea del Nord. Nel mirino ancora il dittatore Kim Jong Un
13 settembre 2017

L’amministrazione Trump ha messo in guardia la Cina, l’unico vero partner commerciale della Corea del Nord: gli Usa prenderanno di mira, come già fatto, le banche cinesi a meno che Pechino opti per misure più dure volte a mettere economicamente in difficoltà Pyongyang. Come? Riducendo le transazioni commerciali e finanziarie con il regime di Kim Jong Un. Il messaggio è stato lanciato alle autorità della seconda economia al mondo da due funzionari Usa. Durante una conferenza organizzata da Cnbc, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha spiegato che se la Cina non implementerà le sanzioni Onu “imporremmo sanzioni addizionali e impediremo l’accesso agli Usa e al sistema internazionale in dollari”. Separatamente Marshall Billingslea, che lavora a sua volta al Tesoro Usa, in una testimonianza alla sottocommissione Affari esteri della Camera ha spiegato che secondo Washington, Pechino non ha fatto abbastanza “per eliminare attori nordcoreani illeciti” dal suo sistema bancario. E’ lui ad avere dichiarato che gli Usa continueranno a lavorare con la Cina per mettere pressione sulla Corea del Nord aggiungendo però che l’amministrazione Trump “non esiterà ad agire in modo unilaterale”.

Queste dichiarazioni sono arrivate all’indomani della decisione unanime del Consiglio di sicurezza dell’Onu di imporre un nuovo pacchetto di sanzioni alla nazione più isolata al mondo. La Cina e la Russia – che hanno potere di veto – hanno votato a favore di una tale misura dopo che gli Usa hanno annacquato la loro proposta originaria che voleva la messa al bando totale di tutte le esportazioni di petrolio verso Pyongyang. La testimonianza di Billingslea – che ha offerto la spiegazione più completa della strategia della Casa Bianca basata sulle sanzioni contro Kim – segue inoltre un rapporto pubblicato la settimana scorsa dal Palazzo di vetro in cui venivano identificate una serie di aziende cinesi che stanno presumibilmente facilitando il mancato rispetto delle sanzioni. “Se la Cina spera di evitare misure future, come quelle imposte contro la Bank of Dandong o altre aziende colpite per pratiche commerciali illecite….deve urgentemente fare passi concreti per eliminare l’accesso commerciale e finanziario della Corea del Nord”, ha detto Billingslea al Congresso. Il funzionario del Tesoro ha anche insinuato che gli scambi commerciali sull’asse Pyongyang-Mosca siano aumentati quest’anno: “Le aziende russe continuano a fornire sostegno alla Corea del Nord” e rappresentanti di banche nordcoreane “operano in Russia violando palesemente le risoluzioni adottate dalla Russia all’Onu”. Oggi il presidente Donald Trump ha descritto l’azione di ieri delle Nazioni Unite come un “passo molto piccolo” e che le nuove sanzioni “sono una cosa di poco conto”. Pur dicendosi contento dell’unanimità del voto “quelle sanzioni non sono nulla rispetto a quanto alla fine dovrà succedere”.

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