Usura bancaria, indagato il ministro Savona. Le opposizioni chiedono dimissioni

Usura bancaria, indagato il ministro Savona. Le opposizioni chiedono dimissioni
Paolo Savona
20 luglio 2018

Il ministro agli Affari Europei Paolo Savona risulta indagato dalla Procura di Campobasso insieme ad altre 22 amministratori banchieri e manager di Unicredit nel settannato 2005-2013 su cui la magistratura ha acceso riflettori e aperto inchiesta per una possibile usura bancaria nel finanziamento dei parchi eolici realizzati in Molise.

Insieme a Savona, risultano oggetto di indagine della magistratura altri big della finanza e del mondo del credito quali, fra gli altri, l’ amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica Alessandro Profumo, l’amministratore delegato e direttore generale di Cassa Depositi e prestiti Fabio Gallia. L’iscrizione del ministro e degli altri ex vertici di Unicredit nel registro degli indagati della procura di Campobasso è diventato pubblico con la richiesta di proroga indagini inviata in data di ieri dalla pm molisana Rossana Venditti al Gip che ora dovrà decidere se accordare la richiesta di tempi supplementari.

Sono dunque passati almeno sei mesi dall’inizio dell’inchiesta. Mentre non è dato sapere a quando risale l’iscrizione di Savona: se prima o dopo il suo giuramento da ministro.  “Savona? Dimissioni in 5 minuti o scurdámmoce ‘o ppassato? #incoerenti #poltronari. Noi siamo e resteremo garantisti, ma da quelle forze politiche che in passato hanno chiesto le dimissioni per un avviso di garanzia allora un gesto del genere sarebbe quasi scontato”. Così su twitter Valentina Castaldini, di Alternativa Popolare, con riferimento a quando Luigi Di Maio chiedeva le dimissioni del Ministro Alfano per un avviso di garanzia che poi fu archiviato.

“Apprendiamo, da fonti di stampa,che Paolo Savona sarebbe indagato a Campobasso nell’inchiesta per presunta usura bancaria. Gli eventi contestati sarebbero avvenuti quando il noto economista era al vertice di Unicredit. Invitiamo il ministro degli Affari Europei a chiarire la vicenda, al più presto, nell’interesse del governo e degli italiani”. Lo dichiara in una nota il presidente di Unione Cristiana ed esponente di Forza Italia, Scilipoti Isgrò.

Intanto, il procuratore di Campobasso, Nicola D’Angelo, fa sapere che l’iscrizione nel registro delle notizie di reato di 22 persone, tra le quali Savona, costituisce un “atto dovuto a garanzia degli indagati”. “Il fascicolo – afferma il procuratore di Campobasso – è stato incardinato a seguito di un esposto presentato dai legali rappresentanti di una società a responsabilità limitata i quali lamentano che, nell’ambito delle operazioni bancarie intervenute, in un arco temporale di oltre un decennio, sui conti correnti intestati alla società – già in essere presso Rolo Banca 1473, poi confluita in Unicredit spa – sarebbero stati applicati interessi usurai”.

“L’iscrizione nel registro notizie di reato di tutti i soggetti (direttori di filiali, presidenti dei consigli di amministrazione ed amministratori delegati degli istituti di credito interessati, succedutisi nel tempo rispetto al periodo oggetto di contestazione – ed individuati in numero di 22 dalla polizia giudiziaria delegata per le indagini), astrattamente responsabili del reato denunciato, costituisce atto dovuto a garanzia degli indagati – sottolinea il procuratore di Campobasso Nicola D’Angelo – Trattasi infatti di adempimento volto ad evitare che la condotta di taluno sia oggetto di indagine da parte della procura della Repubblica per un periodo di tempo indeterminato e senza un controllo giurisdizionale sull’attività in corso, così come invece imposto dal codice di rito”. “Le indagini, tuttora nella fase preliminare, sono volte – prosegue il procuratore -come per legge, a verificare sia l’effettiva configurabilità del reato prospettato in denuncia sia, in caso affermativo, le posizioni e le condotte dei singoli soggetti astrattamente coinvolti”.

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