Wimbledon: storico Berrettini, è agli ottavi

Wimbledon: storico Berrettini, è agli ottavi
Matteo Berrettini
7 luglio 2019

Le due facce dell’Italia della racchetta: se Fabio Fognini perde due volte, in campo e nelle imprecazioni anti-Wimbledon, Matteo Berrettini vince al termine di un’entusiasmante rimonta. Un successo che spalanca le porte al 23enne tennista romano della seconda settimana dei Championships. Alla seconda partecipazione al piu’ importante Slam, l’italiano raggiunge dunque, per la prima volta in carriera, gli ottavi di finale, dove lo attende lunedi’ il re di questi prati, Roger Federer, che ha vinto facile in tre set contro Lucas Pouille: 7-5, 6-2, 7-6 (4).

Alla sfida contro il proprio idolo, Berrettini arriva dopo avere giocato 12 match sull’erba e avere perso una sola volta. Prima il titolo di Stoccarda, poi la semifinale di Halle, ora l’exploit sui prati di Church Road dove, al termine di una battaglia lunga 4h19′ – coincidenza, sul campo 18 della sfida infinita tra John Isner e Nicolas Mahut – ha avuto la meglio dell’argentino Diego Schwartzman, favorito n.24. Sotto 2-1, l’italiano ha salvato tre match-point nel quarto set, trascinando il match alla quinta frazione grazie al tie-break.

A quel punto e’ stato bravo ad annullare una pericolosa palla-break nel game d’apertura, quindi chirurgico nello strappare il servizio all’argentino nel game successivo, chiudendo infine al secondo match-point: 6-7 (5), 7-6 (2), 4-6, 7-6 (5), 6-3. Ha festeggiato, sdraiandosi in mezzo al campo, sommerso dalla gioia e dalla stanchezza. Un’altra giornata da dimenticare, viceversa, per Fognini, protagonista dell’ennesima sceneggiata isterica all’All England Club. Sotto di due set, contro lo statunitense Tennys Sandgren, l’italiano – infastidito anche dal rumore attorno al campo in cui giocava – e’ sbottato: “Maledetti inglesi, dovrebbe cadere una bomba su questo circolo”. Una frase che rischia di pagare a caro prezzo, nonostante le scuse (parziali) a fine match. “Quando giochi ci si puo’ arrabbiare. E io sicuramente non ero felice di come stavo giocando. Capita di sbagliare. E se qualcuno si e’ sentito offeso, mi scuso”, le parole del tennista ligure.

Oltreche’ il rammarico per una frase infelice, quanto evitabile, resta il rimpianto per l’ennesima occasione perduta per interrompere quello che e’ ormai diventato un tabu’ Wimbledon: per la quinta volta Fognini ha raggiunto il terzo turno, ma in 11 presenze ai Championships non e’ mai riuscito a scollinare nella seconda settimana. E dire che aveva sempre vinto nei due precedenti contro Sandgren, n.94 Atp. “Ma quei due match li ricordo bene, perche’ erano sempre stati molto tirati. E sull’erba, un giocatore come lui, che serve molto bene, e’ indubbiamente avvantaggiato. Ha giocato meglio di me ed ha quindi meritato di vincere”.

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Smarrito malamente il primo set (“ho subito un break stupido”), e’ nella seconda frazione che si concentrano le principali recriminazioni dell’italiano. Con tre set-point a disposizione nel corso del tie-break, uno addirittura con il servizio sulla racchetta. Tutti sprecati. Sconfitto in meno di 2h30′: 6-3, 7-6 (12), 6-3. “E’ il bello e il brutto di questo sport, sapevo che sarebbe stata una partita complicata, perche’ lui serve bene, e mi fa giocare male. E quel maledetto secondo set mi ha tagliato le gambe”. Facendogli perdere la concentrazione, e anche il contegno.

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