Zuckerberg ammette: lenti a individuare interferenze russe su elezioni Usa 2016

Zuckerberg ammette: lenti a individuare interferenze russe su elezioni Usa 2016
Il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg
10 aprile 2018

“Siamo stati troppo lenti a individuare e a rispondere alle interferenze russe e stiamo lavorando duramente per fare meglio […] Continueremo a lavorare con il governo per capire la piena estensione dell’interferenza russa e faremo la nostra parte non solo per assicurare l’integrità di elezioni libere e giuste nel mondo, ma anche per dare voce a tutti ed essere una forza per la democrazia ovunque”. Questo è uno dei passaggi più significativi del discorso preparato da Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Facebook, per la sua testimonianza davanti alle commissioni Giustizia e Commercio del Senato, dove oggi ribadirà il suo “mea culpa”. Si tratta della prima di due audizioni che prevedono invece domani un passaggio di fronte alle commissioni Energia e Commercio della Camera. Al centro, lo scandalo della società Cambridge Analityca, che ha ottenuto impropriamente i dati di 87 milioni di utenti di Facebook, di cui oltre 70 milioni di cittadini statunitensi. Zuckerberg ha assunto appieno la responsabilità e la colpa per le falle nella sicurezza e nella privacy degli utenti di Facebook. Ieri il 33enne Zuckerberg ha incontrato alcuni parlamentari statunitensi a Capitol Hill.

Da settimane si sta preparando alle audizioni che avrebbe volentieri evitato, ma che sono diventate necessarie per dare spiegazioni, per chiedere scusa e promettere cambiamenti. “La missione di Facebook è di dare voce alle persone e di avvicinarle. Questi sono valori profondamente democratici e ne siamo fieri. Non voglio che nessuno usi i nostri strumenti per danneggiare la democrazia. Non è quello per cui ci battiamo” dirà ancora Zuckerberg. Secondo Facebook, circa 126 milioni di persone potrebbero aver letto notizie pubblicate da account e pagine collegate all’Internet Research Agency, un’agenzia russa che ha cercato di manipolare l’opinione pubblica negli Stati Uniti, in Russia e nell’Unione europea. Facebook “ha commesso degli errori su fake news, interferenze straniere nelle elezioni, sull’istigazione all’odio e sulla privacy. Non abbiamo fatto abbastanza” per prevenire un uso sbagliato o “volto a nuocere” del social network. “Non abbiamo considerato abbastanza le nostre responsabilità, ed è stato un grosso errore”, ha detto ieri Zuckerberg, anticipando quanto riferirà ai parlamentari da oggi. “È stato un mio errore, mi dispiace”.

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