In 12 mila in Piazza Maggiore per sostenere Stefano Bonaccini

In 12 mila in Piazza Maggiore per sostenere Stefano Bonaccini
Stefano Bonaccini
8 dicembre 2019

Quella piazza dieci anni fa l’avevano riempita i fan di Beppe Grillo che da lì a qualche giorno avrebbe fondato il Movimento 5 stelle. Poi sono arrivate le Sardine che hanno usato Piazza Maggiore a Bologna per lanciare un nuovo movimento di protesta contro la Lega e contro chi usa linguaggi violenti in politica. Stefano Bonaccini, il presidente uscente dell’Emilia-Romagna, candidato per il secondo mandato in Regione, ci ha provato, anzi ci ha creduto, e quella piazza, ieri, se l’è presa come “fondale” per dare il via alla sua campagna elettorale. Non contando solo sull’appoggio del suo partito – il Pd – ma con l’aiuto di “Emilia-Romagna Coraggiosa”, Volt, socialisti, repubblicani, +Europa, Centro democratico, Italia Viva e Azione, il sostegno è arrivato da dodicimila persone. Davanti a San Petronio tante bandiere del Pd, ma soprattutto tanto verde e bianco “i colori della Regione” come ha voluto ricordare a chi maliziosamente faceva notare l’assenza del simbolo del Pd nei manifesti della sua campagna. Il kit (t-shirt, spilla e braccialetto) va a ruba, ne distribuiscono migliaia fin dal pomeriggio, mentre la piazza comincia a riempirsi con l’arrivo di 50 pullmann e treni speciali da tutte le province. Ovunque i cartelli con la sagoma di Bonaccini con gli occhiali e la barba che caratterizza la corsa per la presidenza 2020.

“Non contano solo le piazze, contano i voti – ha voluto spiegare sul palco alludendo al voto disgiunto -. C’è una legge elettorale particolare e che se proprio uno non vuole rinunciare al proprio simbolo può dare il voto a un presidente differente. L’ho ricordato perché nei giorni scorsi persone con responsabilità hanno indicato pubblicamente questa possibilità. Mi rivolgo a tutti, anche agli elettori della Lega. Del resto chi ha votato negli ultimi cinque anni ha cambiato voto nel 70% dei casi, mai come oggi c’è un voto mobile”. Nel suo intervento Bonaccini ha rivendicato quanto fatto nel suo primo mandato: prima regione per crescita, tasso di occupazione e export pro-capite; disoccupazione passata dal 9% del 2015 a meno del 5% oggi; misure realizzate qui che adesso stanno per essere estese a tutto il Paese, dall’abolizione dei superticket sanitari al taglio o azzeramento delle rette dei nidi, con un risparmio medio di mille euro a figlio per le famiglie emiliano-romagnole; nessun aumento delle tasse regionali e anzi la restituzione a cittadini e imprese di circa 100 milioni di euro l’anno già a partire da questo, il 2019. E ha indicato i quattro pilastri del suo programma: conoscenza, piena e buona occupazione, diritti e doveri, svolta ecologica.

“Un passo avanti”. E’ questo lo slogan scelto per le settimane prima del 26 gennaio. A urlarlo con lui sul palco Daniela Dubla, giovane imprenditrice con alle spalle un’esperienza in Silicon Valley; Rita Cucchiara, professoressa dell’università di Modena e Reggio Emilia per parlare dell’Emilia-Romagna piattaforma europea dei Big Data e del digitale; Sonia Boni, infermiera all’ospedale di Carpi; Roberto Abati, che ha affrontato un linfoma e un carcinoma affidandosi alla sanità regionale dell’Emilia-Romagna, pubblica e universalistica. Dal vivo e in video i tanti che hanno poi voluto esserci per Bonaccini e per l’Emilia-Romagna: l’attore Lino Guanciale, Alberto Bertoli, Alessandro Bergonzoni, il campione di volley Ivan Zaytsev, Andrea Mingardi, Carlo Lucarelli, Francesco Guccini, la famiglia Casadei. In mezzo alla folla c’è Romano Prodi (“c’è tanta gente, sono contento”) e il leader delle Sardine Mattia Santori.

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