Bankitalia, al via la vendita delle “nuove” banche

di Laura Della Pasqua

Al via la vendita dei nuovi quattro istituti nati sulle ceneri di Banca Marche, CariFerrara, CariChieti e Marche e Banca Etruria, dopo il decreto di salvataggio del governo del 22 novembre. La comunicazione è arrivata da Bankitalia che ha sottolineato come l’operazione verrà effettuata “in collaborazione e accordo con il Governo e le autorità Ue competenti”. Il processo di vendita, specifica Via Nazionale, “verrà attuato in tempi brevi e sarà supervisionato dall’Unità di Risoluzione e gestione delle crisi della Banca d’Italia attraverso il Fondo di Risoluzione, un istituto previsto sia dal diritto europeo che da quello italiano, finanziato da contributi di tutto il sistema bancario italiano nel rispetto delle norme europee in materia di aiuti di Stato”. Il processo, assicura quindi Bankitalia, “sarà trasparente e non discriminatorio, esclusivamente finalizzato a massimizzare il ricavato nell’interesse delle aree economiche in cui le Banche stesse sono radicate”. Bankitalia poi in risposta alle polemiche sul decreto ha sottolineato che le quattro banche “sono state ristrutturate per facilitare il processo di vendita. Escludendo le attività problematiche in sofferenza, gli istituti rappresentano nel complesso una quota di mercato di circa l’1% dei depositi totali a livello di sistema, con un patrimonio netto complessivo di partenza di 1,8 miliardi di euro”. Gli acquirenti già sarebbero alle porte. Roberto Nicastro, presidente delle quattro nuove banche ha detto che per la nuova Banca Etruria “attualmente sono una trentina le manifestazioni di interesse da gruppi italiani ed esteri”.

Rispetto al ricollocamento a primavera di Banca Etruria, Nicastro ha osservato che “sotto questo profilo Banca Etruria ha dalla sua il grande legame con un territorio che fa dell’export soprattutto per quanto concerne oro e moda, un’eccellenza italiana. Ragione in più, sommata alla situazione di totale buona salute della banca, per essere ottimisti”. Su Banca Etruria, Nicastro ha detto che c’è stata “una perdita fisiologica” ma anche che il lavoro della banca “è ripreso con l’accensione di 150 mutui per famiglie e di 130 milioni di fondi per le imprese”. L’analisi della situazione “pregressa” ha portato ad evidenziare sofferenze per ben 4.680 risparmiatori, per un totale complessivo di 60 milioni di euro, di cui 17 per casi limite, che saranno inseriti in una lista di priorità. Circa l’avvio delle procedure di risarcimento ai clienti che hanno perso i risparmi, è stato ricordato che vi sta lavorando una apposita task force costituita in banca. Sul fronte dei risparmiatori truffati, c’è da registrare un altro sit in svoltosi giovedì davanti alla sede di Banca Etruria a Civitavecchia e promosso dal Codacons. L’associazione dei consumatori ha annunciato un ricorso al Tar, attraverso il quale si chiede l’annullamento del decreto salva-banche per “palese incostituzionalità”. “Chi è stato danneggiato in tutta Italia potrà aderire al nostro ricorso al Tar del Lazio contro i decreti di Bankitalia”, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi, presente al presidio di protesta. “Se il Tar ritiene i decreti incostituzionali dovrebbe inviare la legge alla Corte costituzionale per annullarla”.

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