Draghi: in Europa la ripresa resta “modesta ma stabile”
PAURA INFLAZIONE Brexit, il piano ‘B’ del presidente: in caso di uscita della Gran Bretagna dall’Ue, la Bce “valuterebbe la natura e l’impatto dell’eventuale shock”, vigilando anche “sugli effetti secondari”

La preoccupazione principale resta comunque rivolta all’inflazione. Draghi, ribadendo che i tassi di interesse rimarranno a questo livello o più bassi “per un esteso periodo di tempo”, torna anche a sostenere con chiarezza che nel contesto attuale “è fondamentale assicurare che l’inflazione molto bassa” non comporti “effetti di secondo livello sui salari e sulla fissazione dei prezzi”. Da qui la determinazione a intervenire tempestivamente, con ogni mezzo a disposizione. Il Consiglio direttivo, assicura il numero uno dell’Eurotower, “seguirà attentamente l’evoluzione delle prospettive per la stabilità dei prezzi e, se necessario per raggiungere il suo obiettivo, agirà utilizzando tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del suo mandato”. Altrettanto ferma la risposta a una domanda che, visti gli attuali livelli dei prezzi, ricorre. “Siamo contrari a rivedere l’obiettivo per inflazione”, fissato a un livello più basso ma vicino al 2%. Draghi spiega anche perché: una scelta del genere “minerebbe la credibilità” della Banca centrale.
