Pronti a rilevare tutta Alitalia

Pronti a rilevare tutta Alitalia
25 ottobre 2017

Cerberus Capital Management, uno dei principali fondi di private equity statunitensi, ha contattato Alitalia per un’offerta che consentirebbe alla compagnia di bandiera italiana di restare indipendente, con un’operazione che potrebbe cambiare radicalmente la corsa per controllare l’aviolinea. Lo hanno riferito al Financial Times fonti vicine ai contatti. La mossa di Cerberus giunge una settimana dopo che i potenziali acquirenti commerciali tra cui EasyJet e Lufthansa hanno presentato offerte vincolanti per Alitalia, o parti di essa, nell’ambito del processo di vendita formale cominciato da alcuni mesi. Da quando è stata commissariata, nello scorso mese di maggio, Alitalia è stata gestita da tre commissari nominati dal Governo e lo stesso Esecutivo ha prolungato un prestito a ponte da 900 milioni di euro per mantenere la compagnia in volo fino al settembre 2018. Secondo quanto riporta il Financial Times Cerberus ha scelto di non presentare un’offerta vincolante perché ha ritenuto troppo restrittivi i termini della gara pubblica. Ma il gruppo di private equity di New York ha sin da allora comunicato ad Alitalia – hanno riferito le stesse fonti – di essere ancora interessato all’acquisto della compagnia aerea se fosse stato possibile ristrutturarla completamente. Le fonti hanno aggiunto che Cerberus ha studiato il dossier Alitalia negli ultimi mesi con alcune conversazioni dirette con i commissari nelle quali è stato manifestato l’interesse. Il fondo Cerberus – si legge ancora sul Financial Times – ha anche suggerito di essere disposto a investire fondi nell’ordine di misura “basso delle nove cifre”, ovvero tra i 100 milioni e i 400 milioni di euro per ottenere il controllo di Alitalia. Il suo piano chiede anche al governo italiano di mantenere una quota di partecipazione nella compagnia aerea, mentre i sindacati trarranno vantaggio da una forma di “condivisione del profitto” nel sistema Cerberus. Sia Cerberus che Alitalia hanno rifiutato di commentare la notizia al Ft.

Cerberus – riferisce il Financial Times – che ha una storia di ristrutturazioni difficili portate a compimento tra le quali spicca quella di Air Canada più di un decennio fa. Secondo le fonti citate dal giornale i rappresentanti di Cerberus hanno detto ai commissari che la loro offerta potrebbe rendere Alitalia “sostenibile, competitiva e indipendente” attraverso un’offerta per tutta l’azienda. “Non si tratta di individuare determinati beni, nè di acquistare solo aerei o rotte, ma di mantenere l’azienda come compagnia nazionale italiana”, ha affermato uno di loro. Cerberus ha inoltre offerto entrare in Alitalia per far partire bene la riorganizzazione di Alitalia senza alcun onere anche prima di erogare il suo investimento, per trarre vantaggio dagli ampi poteri che i commissari hanno per ristrutturare la compagnia aerea durante l’attuale processo di insolvenza. Tutto bene dunque? Il Financial Times sottolinea che l’interesse di Cerberus al di fuori del processo formale di offerta sarà probabilmente accolto con scetticismo a Roma. “Ci sono regole e devono essere rispettate”, ha dichiarato un funzionario italiano, sostenendo che l’offerta di Cerberus non poteva essere considerata a meno che l’asta formale non venisse annullata. Un altro funzionario italiano citato dal giornale britannico ha sostenuto che Cerberus avrebbe dovuto aggregarsi a un’offerta esistente per partecipare alla vendita. Va inoltre considerato che il Governo italiano ha finora escluso il mantenimento di una partecipazione in Alitalia dopo la vendita. Ma Cerberus può trarre vantaggio dal fatto che le altre offerte principali sul tavolo renderebbero Alitalia il partner minore di un’altra compagnia aerea europea. Lufthansa, per esempio, ha detto di voler acquistare solo il traffico di rete globale di Alitalia e il business europeo punto a punto. “Se una delle altre offerte venisse accettata, sarà la fine di Alitalia come la conosciamo. In effetti sarebbe una liquidazione “, ha detto una fonte. Alitalia ha ritardato la considerazione delle offerte formali fino all’aprile del prossimo anno dopo l’emersione di altre problematiche nel comparto aereo europeo avvenuto con le cancellazioni massicce di voli da parte di Ryanair, il crollo di Monarch Airlines e la vendita di pezzi di Air Berlin.

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