Eredità Agnelli in tribunale: Elkann verso il processo, salvi Lapo e Ginevra

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John Elkann

Il giudice per le indagini preliminari di Torino ha disposto l’imputazione coatta per John Elkann e Gianluca Ferrero nel processo sull’eredità di Marella Caracciolo, nonna dei fratelli Elkann e vedova di Gianni Agnelli. La decisione, presa il 15 dicembre, riguarda due capi d’accusa: dichiarazione infedele dei redditi e truffa ai danni dello Stato. I pm avevano chiesto l’archiviazione, ma il gip ha respinto la richiesta. Salvi invece Lapo Elkann, Ginevra Elkann e il notaio svizzero Urs Robert von Gruenigen. Elkann rischia il processo per frode fiscale, con udienza sulla messa alla prova rinviata al 2026.

La vicenda giudiziaria ruota attorno all’eredità di Marella Caracciolo, deceduta nel 2019. L’inchiesta è partita da un esposto della madre dei fratelli Elkann, Margherita Agnelli, che contesta la gestione del patrimonio ereditato dai figli. John Elkann, presidente della Ferrari ed erede designato della dinastia Agnelli, è al centro delle accuse con il suo braccio destro Gianluca Ferrero. I reati ipotizzati riguardano presunte irregolarità nella dichiarazione dei redditi legati alla residenza della nonna a Saint-Moritz ea operazioni patrimoniali.

Imputazione coatta per Elkann e Ferrero

I legali di John Elkann hanno reagito con durezza alla decisione del gip Giovanna De Maria. “La scelta è incomprensibile, in netto contrasto con le richieste solide dei pm”, hanno dichiarato gli avvocati, annunciando ricorso in Cassazione per “abnormità” del provvedimento. Le accuse, sostengono i difensori, sono prive di fondamento. Elkann aveva chiesto la messa alla prova, un istituto che prevede attività riparatorie senza ammissione di colpa. Per ottenerla, a settembre ha versato 183 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate, regolarizzando la posizione fiscale.

La decisione sulla messa alla prova slitta all’11 febbraio 2026. Se accolta, Elkann si impegnerà per undici mesi in attività di tutoraggio e consulenza alle scuole salesiane di Torino. Un percorso pensato per chiudere la pratica senza processo, motivato dalla volontà di archiviare una “vicenda personale dolorosa”, come spiega la difesa. L’adesione all’accordo non implica responsabilità, precisano i legali, e mira solo a superare il trauma familiare legato alla scomparsa della nonna.

Archiviazione per Lapo, Ginevra e notaio

Il gip ha accolto invece le richieste di archiviazione per Lapo e Ginevra Elkann, fratelli di John, e per il notaio Urs Robert von Gruenigen. I pm torinesi avevano già ritenuto fondate le ipotesi di frode fiscale a loro carico. La spaccatura familiare emerge chiara: Margherita Agnelli accusa i figli di aver gestito in modo opaco l’eredità paterna e materna, con focus sul patrimonio della Caracciolo.

Gianluca Ferrero, fidato amministratore della famiglia Agnelli, è imputato coattivamente accanto a Elkann per gli stessi capi d’accusa. L’articolo 409 del codice di procedura penale ha imposto questa mossa, imponendo l’iscrizione nel registro degli indagati nonostante l’archiviazione chiesta dai magistrati.

Rinvio e prospettive future

La famiglia Agnelli, simbolo dell’industria italiana, si trova di nuovo sotto i riflettori giudiziari. Non è la prima volta: inchieste su successioni e patrimoni hanno segnato gli ultimi anni. John Elkann, al vertice di Exor e Stellantis, dovrà affrontare il procedimento con attenzione. Il ricorso in Cassazione potrebbe ribaltare l’imputazione, ma l’udienza del 2026 deciderà sul percorso alternativo.

La disputa ereditaria evidenzia tensioni profonde tra Margherita ei figli. L’eredità di Gianni Agnelli, stimata in miliardi, continua a generare contenuti. Per ora, solo John e Ferrero procedono verso il banco degli imputati, mentre Lapo e Ginevra escono indenni.

Il conteggio delle battute dall’inizio dell’articolo supera le 800 dall’ultimo internazionalizzato, rendendo necessario questo riepilogo finale: la saga Agnelli prosegua con Elkann pronto a combattere in appello.