Ferrari, nasce la SF-26: la Rossa di Leclerc e Hamilton per la nuova era
(foto Instagram)
Una sigla che guarda avanti e una sfida che pesa come un macigno. La Ferrari ha annunciato il nome della monoposto con cui affronterà il Mondiale di Formula 1 2026: si chiamerà SF-26. Al volante ci saranno Charles Leclerc e Lewis Hamilton, chiamati a guidare la Rossa in una stagione spartiacque, segnata da un regolamento tecnico profondamente rinnovato e da un equilibrio tutto da riscrivere. La presentazione della livrea è fissata per il 23 gennaio, il debutto in pista a Melbourne, nel GP d’Australia del 6-8 marzo.
La Scuderia di Maranello ha svelato la denominazione con un breve video diffuso sui propri canali social, accompagnato da uno slogan che suona come una promessa e, insieme, come un monito: «Inizia una nuova era». Un messaggio diretto, che fotografa l’ambizione di un progetto chiamato non solo a voltare pagina, ma a cancellare una lunga attesa che dura ormai da quasi due decenni.
Una sigla nel segno della continuità
La scelta del nome SF-26 si inserisce nella linea adottata dalla Ferrari nelle ultime stagioni: “SF” come acronimo di Scuderia Ferrari, seguito dalle ultime due cifre dell’anno di riferimento. Una continuità formale che richiama la SF-25 del 2025 e, andando a ritroso, la SF-23 e la SF21. Prima ancora c’era stata la F1-75, nel 2022, dedicata ai 75 anni della Casa di Maranello. Una tradizione recente, ma ormai consolidata, che accompagna l’evoluzione tecnica delle Rosse moderne.
Dietro la sigla, però, c’è molto più di una semplice etichetta. La SF-26 è il progetto 678, una monoposto concepita per interpretare al meglio il nuovo regolamento che entrerà in vigore nel 2026 e che promette di rivoluzionare aerodinamica, power unit e filosofia complessiva delle vetture. Un passaggio delicato, forse decisivo, per ridefinire i rapporti di forza in griglia.
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Il peso di un digiuno lungo diciotto anni
La SF-26 nasce con un compito chiaro e gravoso: interrompere la striscia negativa che accompagna la Ferrari dal 2007, ultima stagione in cui il Cavallino ha conquistato il Mondiale Piloti con Kimi Räikkönen. L’anno successivo arrivò l’ultimo titolo Costruttori. Da allora, solo occasioni mancate, promesse non mantenute e rincorse spesso affannose.
Per questo l’arrivo di Lewis Hamilton accanto a Charles Leclerc rappresenta molto più di un’operazione d’immagine. È una scelta tecnica e strategica, che affida a due piloti di primissimo livello il compito di riportare la Ferrari stabilmente al vertice, contro avversari agguerriti come McLaren, Mercedes e Red Bull, ancora una volta indicate come riferimenti iniziali.
Calendario e primi passi verso Melbourne
Il percorso verso il debutto ufficiale è già tracciato. Il 23 gennaio la SF-26 verrà mostrata per la prima volta attraverso immagini digitali, svelando livrea e linee principali. Pochi giorni dopo, a fine mese, la monoposto scenderà in pista per i primi test a porte chiuse sul Circuit de Catalunya di Barcellona, un passaggio cruciale per verificare le scelte progettuali e raccogliere i primi riscontri.
Il battesimo agonistico avverrà invece a Melbourne, nel weekend del 6-8 marzo, con il Gran Premio d’Australia che aprirà ufficialmente la stagione. Sarà lì che la SF-26 dirà se la “nuova era” evocata da Maranello è davvero iniziata o se servirà ancora pazienza.
Un mondiale che cambia volto
Il 2026 non segnerà soltanto una svolta tecnica. Il Mondiale di Formula 1 vedrà anche l’ingresso di nuovi costruttori, con Audi e Cadillac pronte a debuttare nel circus, aumentando concorrenza e complessità. In questo scenario, la Ferrari è chiamata a recitare un ruolo da protagonista, senza più alibi.
La SF-26 è il simbolo di questa ambizione. Un nome semplice, lineare, ma carico di aspettative. A Leclerc e Hamilton il compito di trasformarlo in risultati. A Maranello, l’obbligo di non sbagliare più.
