Juve show, il Cremonese travolto. Tris e primo tempo perfetto

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(foto x.com/juventusfc)

Una prestazione di potenza e precisione. È la Juventus che, nella serata di chiusura della ventesima giornata di Serie A, ha liquidato senza appello il Cremonese, imponendosi per 3-0 allo Stadium. Un successo netto, costruito e sigillato nel giro di trentacinque minuti del primo tempo, che consolida il cammino dei bianconeri e lascia invece i grigiorossi con un risultato pesante da digerire. Allegri trova risposte positive in ogni reparto, mentre Alvini deve registrare la fragilità della sua squadra in trasferta contro un big.

La partita viene messa nel cassaforte in meno di un’ora di gioco, con una sequenza implacabile che spegne ogni velleità degli ospiti. L’avvio è già in crescendo juventino, e al 12′ arriva il vantaggio, in modo fortunato ma frutto della pressione continua. Un tiro al volo di Miretti dalla distanza si stampa sulla schiena di Bremer e devia beffarda, finendo alle spalle di un Audero impreparato. È solo l’inizio. Tre minuti dopo, il raddoppio: riconquista palla centrale, contropiede fulmineo guidato da Thuram che serve a fil di diritto Jonathan David. Il cannoniere canadese, a tu per tu, non perdona: 2-0. La Cremonese è stordita, e la sua notte peggiora al 26′ quando l’allenatore Alvini viene espulso per proteste vibranti verso l’arbitro Mariani.

Un primo tempo dominato e chiuso con il tris

Con la panchina avversaria in fibrillazione, la Juventus continua a macinare gioco e occasioni. Il tris, che di fatto chiude ogni discorso, arriva al 35′ su calcio di rigore, concesso per un fallo di Bianchetti su Yildiz. È proprio il giovane turco a presentarsi sul dischetto. Il suo tiro non è irresistibile, Audero para sulla propria sinistra, ma la pancia non è generosa e respinge sul palo. Yildiz, più rapido e reattivo di tutti, si lancia sul ribattuto e insacca. 3-0, e festa già scatenata nelle tribune. I numeri del primo tempo sono impietosi: possesso schiacciante, occasioni chiare, e una squadra, la Cremonese, che fatica persino a toccare pallone in area juventina, con Bonazzoli e Vardy isolati e inoffensivi.

La ripresa è una lunga e quieta amministrazione del patrimonio accumulato. La Juventus abbassa fisiologicamente i giri, gestendo il campo e il vantaggio con esperienza, senza concedere spazi pericolosi e continuando anzi a creare le migliori occasioni da gol con le incursioni di Chiesa e le verticalizzazioni per Vlahovic, subentrato. Il Cremonese, orfano di idee e di energia, tenta qualche sortita sterile ma non riesce mai a impensierire Perin, protetto da una difesa sempre concentrata. L’unica nota di colore della frazione finale è un altro cambio juventino, con l’esordio in Serie A del giovane talento della primavera Srdoc.

Una vittoria che parla di solidità e di gruppo

Il fischio finale ratifica un 3-0 che ha il sapore di un’operazione chirurgica perfetta per i padroni di casa. Per Massimiliano Allegri è la conferma di un meccanismo di squadra che funziona, in grado di essere letale quando serve e poi di chiudere i rubinetti. Le individualità, da Thuram a Yildiz, brillano all’interno di un collettivo solido. Per Paolo Alvini e il Cremonese, invece, è una batosta che pesa come un macigno nel cammino di salvezza, una lezione di agonismo e livello tecnico ricevuta su un campo che non perdona. La Juventus guarda avanti, consolidando la sua posizione. La Cremonese torna a casa con la necessità di una riflessione profonda.