Garante della Privacy sotto inchiesta: perquisizioni per peculato e corruzione
Spese esplose, voli in business e tessere omaggio da Ita: il collegio nel mirino della procura
La Guardia di Finanza sta eseguendo perquisizioni nella sede del Garante per la protezione dei dati personali a Roma. L’indagine della Procura, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, ipotizza peculato e corruzione a carico del presidente Pasquale Stanzione e degli altri componenti del collegio: Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. Gli investigatori sequestrano telefoni, computer e documenti per verificare presunte irregolarità nelle spese di rappresentanza, nelle missioni all’estero e nei rapporti con Ita Airways. L’inchiesta nasce dai servizi di Report che avevano denunciato anomalie nei bilanci dell’Autorità.
Spese di rappresentanza lievitate in modo esponenziale

Il decreto di perquisizione di 16 pagine descrive un’impennata anomala dei costi. Le spese di rappresentanza e gestione, marginali nel 2021 con poco più di 20 mila euro, sono schizzate a circa 400 mila euro nel 2024, dopo che il collegio stesso aveva innalzato il tetto da 3.500 a 5.000 euro. L’esame dei bilanci consuntivi pubblicati sul sito istituzionale rivela che la voce “organi e incarichi istituzionali” è passata da 851 mila euro nel 2021 a 1.247.000 euro nel 2024. Tra le poste contestate: rimborsi per hotel cinque stelle, cene di rappresentanza, lavanderia, fitness e cura della persona.
Missioni all’estero gonfiate e violazioni sulle classi di viaggio
Particolarmente sospette appaiono le trasferte internazionali. Per il G7 di Tokyo 2023 il costo ufficiale era di 34 mila euro, ma fonti interne e documenti informali parlano di oltre 80 mila euro, di cui 40 mila solo per i voli. Analoga discrepanza emerge per le missioni in Georgia a Batumi e in Canada. Alcuni membri del collegio avrebbero viaggiato in business class pur in assenza dei requisiti previsti dalla direttiva della Presidenza del Consiglio: la classe superiore è consentita solo per voli superiori alle cinque ore senza interruzioni. Gli indagati erano consapevoli della violazione, secondo l’accusa.
Tessere “Volare” executive come presunta contropartita
Nel capo di corruzione la procura contesta un patto corruttivo con Ita Airways. Gli indagati, omettendo sanzioni significative nonostante irregolarità nel trattamento dei dati personali e nelle comunicazioni, avrebbero favorito la compagnia aerea. In cambio avrebbero ricevuto tessere “Volare” classe executive del valore di 6 mila euro ciascuna. Elemento aggravante: per il 2022 e 2023 il responsabile protezione dati di Ita era un avvocato dello studio legale fondato da Guido Scorza, di cui la moglie resta partner.
Auto di servizio per usi privati e altri rimborsi sospetti
Per il peculato i pm contestano l’appropriazione di denaro pubblico mediante rimborsi per spese estranee al mandato. Tra queste, secondo ricostruzioni giornalistiche precedenti, figurano acquisti personali come carne addebitata all’ente e l’uso dell’auto di servizio per finalità private. L’importo del danno resta da quantificare con precisione. Gli accertamenti proseguono anche sulla mancata sanzione da circa 40 milioni di euro irrogata a Meta per i Ray-Ban Stories, i primi occhiali smart della società di Zuckerberg.
Un colpo alla credibilità dell’Autorità indipendente
Il presidente Stanzione, raggiunto dai cronisti, ha dichiarato: “Sono assolutamente tranquillo”. L’inchiesta, però, investe in pieno l’istituzione chiamata a vigilare sul rispetto della privacy in Italia. In un momento in cui i dati personali sono al centro di ogni dibattito digitale, le accuse di mala gestio e arricchimento personale rischiano di minare profondamente la fiducia nei confronti del Garante. Gli sviluppi giudiziari saranno decisivi per chiarire se si tratti di semplici irregolarità amministrative o di condotte penalmente rilevanti. La procura procede con la massima riservatezza, ma l’ampiezza delle acquisizioni lascia presagire un’indagine lunga e articolata.
