La Sicilia approva 40,8 milioni per l’emergenza Harry: esoneri, lidi e misure urgenti

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Il Parlamento siciliano ha approvato oggi una legge d’urgenza per fronteggiare i danni provocati dal ciclone Harry, che ha colpito duramente le province di Messina e Catania. Il provvedimento stanzia 40,836 milioni di euro, ripartiti tra Protezione civile, agricoltura, pesca e balneari. Sono previsti esoneri dai canoni demaniali, sgravi autostradali e un pacchetto di sostegno alle imprese costiere. L’obiettivo è tamponare l’emergenza e avviare la ricostruzione con tempi rapidi.
 
L’approvazione in aula è arrivata con voto unanime, segnale della gravità della situazione. Il ciclone Harry, abbattutosi sulla costa orientale dell’isola con venti oltre i 120 chilometri orari e mareggiate eccezionali, ha causato frane, allagamenti, danni alle infrastrutture stradali e portuali, e gravi perdite economiche soprattutto nel settore turistico-balneare. Le immagini satellitari mostrano tratti di litorale completamente rimodellati, con strutture inghiottite dal mare o sepolte dalla sabbia.
 
Ventimila euro sono destinati alla Protezione civile regionale per coordinare gli interventi di soccorso e messa in sicurezza. Altri cinque milioni andranno al fondo di solidarietà per la pesca, settore particolarmente colpito dalla distruzione delle barche e degli ormeggi. Ulteriori cinque milioni finanzieranno interventi agricoli, con priorità per le aziende ortofrutticole e vitivinicole danneggiate da alluvioni e smottamenti.

Misure immediate per i balneari e i residenti

Particolarmente incisiva la norma che sospende per tutto il 2026 il pagamento dei canoni demaniali per i gestori di stabilimenti balneari nelle aree colpite. Si tratta di un esonero quantificato in circa 10 milioni di euro, su proposta dell’assessore al Territorio e Ambiente Giusi Savarino. «È un primo segnale di attenzione verso quei territori e quelle realtà economiche duramente colpite», ha dichiarato Savarino in aula. La misura mira a evitare il collasso di attività già messe in ginocchio dalla stagione turistica mancata.
 
Parallelamente, i balneari non dovranno pagare i canoni demaniali per finalità turistico-ricreative, sportive, nautiche e cantieristiche nelle aree portuali devastate, per un ulteriore stanziamento di 10,036 milioni. Inoltre, da febbraio a giugno i residenti delle province di Messina e Catania saranno esentati dal pedaggio autostradale nei caselli di Taormina, Giardini Naxos e Roccalumera. La Regione coprirà il mancato introito versando 800 mila euro al Consorzio Autostrade Siciliane (Cas).
 
Queste misure, seppur necessarie, rappresentano solo la prima fase di una risposta più articolata. Il governo regionale, guidato da Renato Schifani, sta già lavorando a un piano integrato che coinvolgerà Irfis FinSicilia, la finanziaria regionale, per offrire garanzie e prestiti agevolati alle imprese con forti perdite di fatturato. L’obiettivo è evitare licenziamenti e chiusure definitive.

Accelerare la ricostruzione con deroghe nazionali

L’assessore Savarino ha annunciato che la Regione chiederà al governo nazionale deroghe per dimezzare i tempi delle autorizzazioni ambientali, indispensabili per la ricostruzione e per le opere di mitigazione del rischio costiero. «Attiverò una specifica sottocommissione in seno al Comitato Tecnico Scientifico per accelerare al massimo le procedure», ha precisato.
 
Tra le richieste più urgenti c’è anche quella di prorogare le concessioni demaniali balneari, attualmente in scadenza nel 2027. «La proroga è indispensabile non solo per ammortizzare gli investimenti necessari, ma anche per la sopravvenuta modifica dei Pudm, la pianificazione del demanio marittimo», ha spiegato Savarino. In molte località, infatti, le aree precedentemente assegnate agli stabilimenti semplicemente non esistono più: il mare ha cancellato metri di spiaggia, alterando radicalmente la morfologia costiera.
 
Gli esperti del Dipartimento regionale del Territorio stanno già mappando le nuove linee di costa, ma il lavoro richiede mesi. Intanto, le imprese restano in bilico, senza certezze né spazi operativi. La Regione punta a un intervento normativo ad hoc che consenta di riassegnare le concessioni in base alla nuova realtà geomorfologica, senza penalizzare chi ha subìto danni non imputabili a negligenza.

Un modello di resilienza per il futuro

L’emergenza Harry ha messo a nudo la fragilità del sistema costiero siciliano, troppo spesso edificato senza sufficienti tutele ambientali. Ma ha anche acceso un dibattito più ampio sulla necessità di rivedere le politiche di gestione del demanio marittimo, oggi ancora troppo legate a logiche burocratiche e poco adattabili a eventi estremi sempre più frequenti.
 
La risposta della Regione, pur nell’urgenza, cerca di coniugare sostegno immediato e visione strategica. Se da un lato si tamponano i danni con fondi e sgravi, dall’altro si prepara il terreno per una ricostruzione più intelligente, capace di resistere ai prossimi uragani. Il ciclone Harry potrebbe così diventare non solo un trauma, ma un punto di svolta per una gestione più responsabile del patrimonio costiero siciliano.
 
Intanto, sul campo, la macchina degli aiuti è partita. Squadre di tecnici, volontari e forze dell’ordine sono al lavoro per ripristinare le vie di comunicazione e garantire servizi essenziali. Ma tutti sanno che la vera sfida comincia ora: trasformare l’emergenza in opportunità, senza attendere il prossimo disastro.