Australian Open, Sinner travolge Shelton e vola in semifinale: sfida a Djokovic
Jannik Sinner
Jannik Sinner conferma il suo regno a Melbourne. L’altoatesino si qualifica per la terza semifinale consecutiva agli Australian Open battendo in tre set l’americano Ben Shelton con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-4. Una prova di forza e maturità che proietta il numero due del mondo verso il confronto con Novak Djokovic, in programma venerdì. Due ore e venticinque minuti per chiudere i conti contro un avversario mai domo ma troppo falloso nei momenti decisivi.
La partita si è svolta sui binari tracciati da Sinner fin dai primi scambi. Jannik ha amministrato con intelligenza i momenti chiave, sfruttando ogni minima incertezza dell’avversario. La percentuale di prime in campo non è stata eccezionale, appena il 60%, ma l’azzurro ha compensato con una gestione magistrale della seconda palla. Un dettaglio tecnico che ha fatto la differenza in una serata dove la precisione ha prevalso sulla potenza bruta.
Shelton ha pagato a caro prezzo i suoi 34 errori gratuiti. L’americano ha provato a imporre il suo tennis aggressivo, ma si è scontrato con la solidità granitica del campione italiano. Ogni tentativo di forzare lo scambio si è trasformato in un boomerang, regalando punti preziosi a un Sinner sempre lucido e concentrato.
La nona semifinale Slam per l’azzurro
Con questa vittoria, Jannik raggiunge la nona semifinale della carriera in un torneo dello Slam. Un traguardo che testimonia la costanza di rendimento ai massimi livelli. Ma c’è di più: è la sesta semifinale consecutiva, un’impresa che nell’Era Open hanno centrato soltanto quattro leggende del tennis: Ivan Lendl, Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer. L’altoatesino entra così nel club più esclusivo del circuito, quello dei grandissimi.
“È davvero difficile giocare contro Ben”, ha dichiarato Sinner a fine partita. “Sento che sta migliorando tantissimo anno dopo anno. Soprattutto dopo la preparazione invernale non sai mai come certi giocatori si presenteranno, perché cambiano molte cose”. Parole di rispetto per un avversario che ha comunque venduto cara la pelle, pur cedendo in tre set.
L’istinto nella risposta fa la differenza
L’azzurro ha poi svelato alcuni segreti della sua prestazione: “Sono molto felice di come ho giocato oggi. Come faccio a rispondere così bene? Istinto, direi. Poi non sempre la potenza è l’unica cosa che conta, certe volte mirare al corpo è più efficace e aiuta ad arrivare sulla palla”. Un’analisi tecnica che dimostra quanto Sinner abbia studiato il gioco di Shelton, trovando le contromisure giuste.
“Il suo servizio è diverso dagli altri, rispondere a Ben è una delle sfide più difficili del circuito”, ha aggiunto Jannik. “Anche sulla seconda palla ha molto effetto, ma giocando la sera la palla rimbalza meno alta e questo mi ha aiutato”. Dettagli che solo i campioni sanno cogliere e trasformare in vantaggi concreti.
Venerdì la resa dei conti con Djokovic
Ora l’ostacolo si chiama Novak Djokovic. Il serbo, dieci volte campione a Melbourne, rappresenta la sfida più dura. “Questi sono i momenti per i quali ti alleni”, ha affermato Sinner con determinazione. “Per batterlo devi essere al meglio della condizione. Siamo fortunati ad avere Novak qui, che gioca un tennis incredibile alla sua età”. Rispetto e consapevolezza nelle parole dell’azzurro, che sa di dover alzare ancora l’asticella.
La semifinale di venerdì dirà se Sinner è pronto per confermare il titolo conquistato dodici mesi fa. Il cammino è tracciato, la forma è eccellente, la fiducia ai massimi livelli. Melbourne attende il suo campione.
