Salvini difende Vannacci: tensioni nella Lega, ma nessuna espulsione. E Fontana sbotta
Attilio Fontana
Matteo Salvini minimizza le polemiche su Roberto Vannacci, definendolo un problema per i giornalisti, non per la Lega o gli italiani. Durante la cerimonia a Montecitorio per il volume sui discorsi di Roberto Maroni, il vicepremier richiama le origini del partito: Maroni iniziò in Democrazia proletaria, nella Lega c’è spazio per tutte le sensibilità. L’obiettivo è costruire, non litigare.
Nessuna aria di espulsione per l’europarlamentare, iscritto un anno fa e nominato vicesegretario da Salvini stesso. Eppure, il malumore persiste, specie tra i governatori del Nord, per le mosse del generale, ultima la registrazione del simbolo “Futuro nazionale”.
Attilio Fontana, presidente della Lombardia, non usa mezzi termini: “C’è qualcosa di anomalo”. Idee diverse arricchiscono, ma creare circoli, tenere incontri, registrare simbolo e statuto restando vicesegretario di un altro partito è strano. Tocca a Salvini decidere su un’eventuale espulsione.
Distanze dalle posizioni estreme
Lorenzo Fontana, presidente della Camera, e Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, celebrano le origini leghiste: “Noi siamo quella cosa lì”. Un monito alle posizioni di Vannacci, percepite come lontane.
Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, prende le distanze dalla conferenza stampa di Domenico Furgiuele con sigle neofasciste come Casapound sulla remigrazione: “La Lega non ha nulla a che fare con skinhead e facinorosi”. Meglio evidenziare il lavoro di Piantedosi e Molteni sulla sicurezza, non proposte estranee al partito.
Ambizioni dichiarate del generale
In intervista al Corriere della Sera, Vannacci chiarisce: il simbolo depositato il 24 gennaio, durante la kermesse leghista a Rivisondoli, è solo un simbolo, pensato da tempo. Sui sondaggi che danno un suo partito al 2%: “Non mi accontento, punto al 6, 10, 15, 20 per cento”. Alla paura di distruggere la Lega: “No, andrebbe al 30% con me dentro”. Fantascienza, psyops o semplice provocazione? Il tema agita chi crede nel progetto “Mondo al contrario” come partito. L’associazione scricchiola, perde pezzi.
I responsabili dei team di Milano, Varese, Busto Arsizio e Verona annunciano rottura totale: un bluff politico, un fallimento. La dirigenza organizza solo incontri a pagamento, trasformando il movimento in circuito commerciale. Tra i dissidenti, la convinzione che Vannacci miri a tenere il seggio europeo, trasferendosi a Bruxelles con la famiglia a settembre. “Futuro nazionale” sarebbe marketing per gadget, senza candidature alle Politiche 2027, ma puntando alle Europee 2029.
Passo indietro sui social e futuro incerto
Il profilo Instagram aperto ieri con “Italia, stiamo arrivando” si svuota: post eliminati, probabile attesa per chiarimento con Salvini. Restano 3mila follower e il canale Telegram animato dal dibattito: Vannacci fuori o dentro la Lega?
Dalle ultime notizie, il generale accelera sul nuovo partito, annunciando su Instagram il lancio, mentre Salvini tenta un’ultima mediazione. Il Nord, con Zaia e Fontana, marca il territorio, temendo una scissione che indebolirebbe il centrodestra alle urne del 2027.
