Baby Gang in manette per la seconda volta in un mese: le pistole, la rapina e i maltrattamenti alla convivente
Zaccaria Mouhib, 24 anni, originario di Calolziocorte, è stato fermato stamani dai carabinieri di Lecco insieme ad altri sei componenti del suo entourage, in esecuzione di ordinanze del Gip del Tribunale locale, per fatti risalenti all’estate del 2025.
Nuovo arresto per Zaccaria Mouhib, il rapper noto come Baby Gang: i carabinieri del Comando provinciale di Lecco lo hanno portato in carcere a Busto Arsizio con l’accusa di rapina, porto abusivo di armi e maltrattamenti. Con lui, altre sei persone del suo entourage. L’operazione arriva a pochi giorni dalla condanna a 2 anni e 8 mesi per ricettazione e detenzione di una pistola clandestina.
Il blitz e le ordinanze del Gip
I militari del Comando provinciale di Lecco hanno eseguito nella mattinata diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e numerose perquisizioni. Destinatari del provvedimento, firmato dal Gip del Tribunale di Lecco, sono Mouhib e altri sei soggetti ritenuti parte del suo giro.
Altri due giovani sono stati sottoposti al divieto di dimora nella provincia. Mouhib è stato tradotto nel carcere di Busto Arsizio, nel Varesotto. Le immagini diffuse dai carabinieri documentano il dispiegamento delle forze — compreso l’impiego di un elicottero — e mostrano le pistole rinvenute nell’abitazione del cantante. Gli investigatori hanno allegato anche alcuni vecchi video in cui il 24enne si inquadra in possesso di armi di vario tipo.
Le accuse e l’aggressione del giugno 2025
Gli otto indagati — Mouhib e sette persone del suo entourage — sono accusati, a vario titolo e in concorso, di detenzione, cessione e porto illegale di armi da fuoco, anche da guerra, ricettazione, rapina e lesioni aggravate. Al centro delle contestazioni c’è l’aggressione a tre cittadini rumeni avvenuta la sera del 15 giugno 2025 a Calolziocorte, davanti all’abitazione del cantante. Per il solo Mouhib, la procura contesta anche maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della convivente, una ragazza italiana di 22 anni.
L’indagine: tutto nasce da due pistole
L’inchiesta era partita nel febbraio 2025 dall’arresto di un pregiudicato trovato in possesso di due pistole rubate, ritenute riconducibili al rapper e già utilizzate in precedenti episodi a Milano. Da quel sequestro, gli investigatori hanno ricostruito l’esistenza di un gruppo che avrebbe impiegato le armi anche a scopo intimidatorio. Un dettaglio aggrava ulteriormente la posizione di Mouhib: al momento dei fatti, il cantante era sottoposto a sorveglianza speciale, le cui prescrizioni sarebbero state sistematicamente violate.
Una condanna e subito un nuovo arresto
Il 4 marzo scorso, Mouhib era stato condannato a 2 anni e 8 mesi per ricettazione e detenzione di una pistola clandestina con matricola abrasa. L’operazione di stamani segue quella sentenza a distanza di pochi giorni, tracciando un quadro giudiziario sempre più pesante per il cantante. Il procuratore Ezio Domenico Basso ha illustrato i dettagli dell’operazione nel corso di una conferenza stampa tenuta nella mattinata presso il Comando provinciale dei carabinieri di Lecco.
