Le campagne antinfluenzali sono partite in Toscana, Veneto e Lazio, mentre da lunedì 12 ottobre toccherà a Emilia-Romagna, Sicilia, Lombardia, Calabria e Campania. Le somministrazioni cominciano con priorità per anziani, persone con patologie e altre categorie a rischio, prima di estendersi al resto della popolazione. Negli ambulatori dei medici di famiglia si segnalano i primi casi di sindromi simil-influenzali, ma al momento in Italia non emergono segnali di allarme.
L’avvio della stagione coincide con un quadro internazionale disomogeneo. Negli Stati Uniti sono stati segnalati aumenti dei casi che potrebbero anticipare la circolazione stagionale, mentre nel Regno Unito il 6,5% dei campioni analizzati dai laboratori è risultato positivo ai virus influenzali. Nel resto d’Europa, invece, l’attività cresce senza accelerazioni improvvise.
I primi test virologici individuano soprattutto virus influenzali di tipo A. Per ora non emergono differenze significative tra i sottotipi H1 e H3, ma i campioni disponibili sono ancora pochi e provengono da un numero limitato di Paesi. È quindi prematuro formulare previsioni sull’andamento della stagione o sulla possibile intensità della circolazione virale.
La sorveglianza italiana resta in attesa
In Italia manca ancora l’ultimo passaggio amministrativo per riattivare la consueta raccolta dei dati attraverso RespiVirNet, il sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità. Alla fine della precedente stagione influenzale, le Regioni e le Province autonome avevano interrotto la trasmissione delle informazioni all’Iss, richiamando la necessità di adeguare le procedure alle disposizioni sulla tutela della privacy.
Per ripristinare il flusso informativo si attende una circolare del ministero della Salute. Il sistema serve a monitorare l’andamento delle sindromi respiratorie, individuare le variazioni della circolazione virale e seguire l’evoluzione dell’epidemia nel territorio nazionale. Il ritardo nella ripartenza rende ancora più importante il completamento delle procedure proprio mentre le campagne vaccinali entrano nel vivo.
Chi può vaccinarsi gratuitamente
Il vaccino antinfluenzale è disponibile per tutta la popolazione, ma la somministrazione gratuita è prevista per le categorie individuate dalle raccomandazioni sanitarie. Rientrano tra queste le persone di almeno 60 anni, i pazienti con determinate patologie, le donne nel periodo successivo al parto, i bambini dai sei mesi ai sei anni, i lungodegenti e chi assiste persone malate. La gratuità riguarda anche medici, operatori sanitari, donatori di sangue e volontari impegnati nell’assistenza sociosanitaria.
Le vaccinazioni possono essere effettuate dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta, nelle farmacie convenzionate e presso i servizi vaccinali e di igiene pubblica delle aziende sanitarie. In farmacia possono vaccinarsi i maggiorenni che risultino idonei alla somministrazione.
La protezione degli anziani e dei pazienti fragili resta la priorità, perché l’influenza può provocare complicanze che richiedono il ricovero e, nei casi più gravi, possono risultare fatali. La vaccinazione mira soprattutto a ridurre il rischio di conseguenze severe e il carico sui servizi sanitari durante i mesi invernali.
La campagna vaccinale proseguirà fino a febbraio 2027. Anche chi si vaccina in questa fase può ottenere una protezione utile per affrontare la stagione invernale, tenendo conto dei tempi necessari allo sviluppo della risposta immunitaria e della durata della circolazione dei virus.
A livello nazionale, il rapporto integrato RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità ha registrato 12,6 milioni di casi di sindromi simil-influenzali nella stagione 2025-2026. Nell’annata 2024-2025 il totale aveva raggiunto quota 16 milioni, secondo i dati riportati nel materiale della campagna.
Nella stagione precedente sono stati inoltre segnalati 601 pazienti finiti in terapia intensiva e 134 decessi in persone con influenza confermata. Numeri che mostrano come l’impatto dell’infezione non si misuri soltanto nel numero dei contagi: ricoveri, complicanze e decessi pesano soprattutto sulle persone più vulnerabili. La campagna in corso punta a ridurre questi rischi prima che la circolazione dei virus raggiunga i livelli più alti dell’inverno.

