Il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, Devis Dori di Alleanza Verdi e Sinistra, ha depositato un ricorso alla Corte costituzionale contro il presidente di Montecitorio, Lorenzo Fontana, per conflitto di attribuzioni sul caso delle chat di Andrea Delmastro. La decisione ha provocato uno scontro durante la seduta della Giunta, con i rappresentanti del centrodestra che hanno contestato l’iniziativa, assunta senza una preventiva valutazione collegiale.

Ad aprire il confronto sono stati i deputati della maggioranza Cavandoli e Bisa per la Lega, Iaia per Fratelli d’Italia e Pittalis per Forza Italia. La contestazione riguarda il metodo seguito da Dori: secondo quanto riferito, il presidente avrebbe presentato il ricorso alla Consulta senza sottoporre prima la questione alla Giunta.
La contestazione sul metodo parlamentare
Il confronto si è concentrato sulle modalità con cui Dori ha deciso di procedere. Per il centrodestra, la scelta di investire la Corte costituzionale avrebbe dovuto essere preceduta da una valutazione interna dell’organismo parlamentare, chiamato a occuparsi della vicenda.
Dori ha difeso la propria iniziativa richiamando l’autonomia della Giunta e la necessità di tutelarne le prerogative. “La mia scelta è stata funzionale a tutelare le prerogative della Giunta stessa che non può dipendere dalla maggioranza di turno”, ha dichiarato durante la seduta.
La replica sposta il confronto dal piano procedurale a quello istituzionale. Il presidente sostiene che le competenze dell’organismo non possano essere subordinate agli equilibri politici del momento, mentre la maggioranza contesta l’assenza di un passaggio preventivo condiviso.
Dori rimanda il giudizio alla Consulta
Il presidente della Giunta ha respinto anche le obiezioni sulla legittimità del ricorso. “I colleghi del centrodestra hanno messo in discussione la legittimità di procedere, cosa che contesto poiché valutare la legittimità di procedere attiene alla Corte costituzionale, a cui non ci si può sostituire”, ha precisato.
Dori ha quindi indicato nella Consulta l’organo chiamato a pronunciarsi sulla controversia, rivendicando la possibilità di sottoporre la questione al giudizio dei giudici costituzionali. Resta distinto, tuttavia, il nodo politico sollevato dalla maggioranza sulle modalità con cui è stata assunta la decisione.
Il presidente si è infine dichiarato disponibile a mettere gli atti a disposizione degli altri componenti della Giunta. “Sono pronto a fornire ai colleghi le carte del ricorso e a discuterne in seguito in Giunta”, ha affermato.
In chiusura, Dori ha accolto la richiesta di condividere il testo dell’iniziativa: “Ben venga la richiesta di condividere il testo del ricorso, sono contento che argomentazioni fondate possano girare”.
La controversia riguarda il caso delle chat di Delmastro e il conflitto di attribuzioni sollevato nei confronti di Fontana. I dettagli del ricorso e le eventuali iniziative successive della Giunta non sono specificati nel materiale disponibile.

