Eni ha completato la cessione di Agip Energy and Natural Resources Nigeria Limited ad Apex Global Energy Limited, società interamente controllata da Sterling Oil Exploration and Energy Production Company, uno dei principali operatori nigeriani attivi nel settore onshore. L’operazione, approvata da tutte le autorità competenti, rientra nella strategia del gruppo italiano di riorganizzazione del portafoglio upstream e di dismissione degli asset non strategici.
La vendita riguarda una società impegnata nell’esplorazione e nella produzione di idrocarburi in Nigeria, sia sulla terraferma sia in acque poco profonde. Attraverso Agip Energy, Eni deteneva una partecipazione del 5% nella Renaissance JV, la joint venture che riunisce diversi operatori del settore energetico nigeriano.
Il riassetto delle partecipazioni locali
La Renaissance JV è composta da Renaissance, che detiene il 30% e svolge il ruolo di operatore, TotalEnergies con il 10% e Nigerian National Petroleum Company Limited (NNPC) con il 55%. Il restante 5% era riconducibile ad Agip Energy, la società ora ceduta da Eni.
Con il completamento della transazione, la partecipazione detenuta attraverso la controllata passa nell’ambito del perimetro societario dell’acquirente. L’operazione si inserisce nel processo di ottimizzazione delle attività upstream, il segmento dell’industria petrolifera che comprende l’esplorazione e la produzione di idrocarburi.
Eni punta a riequilibrare il proprio portafoglio attraverso la dismissione di attività considerate non strategiche. La cessione consente al gruppo di ridefinire la propria esposizione nelle attività onshore e in quelle in acque poco profonde, senza comportare l’uscita dal mercato energetico nigeriano.
Restano le attività offshore e il gas
Eni manterrà infatti la presenza in Nigeria attraverso le attività di esplorazione e sviluppo degli asset deep offshore, cioè situati in acque profonde, e attraverso la partecipazione in Nigeria Lng, il progetto dedicato alla produzione di gas naturale liquefatto.
La scelta distingue gli asset ceduti dalle attività che il gruppo intende conservare nel Paese. Da una parte, la vendita di Agip Energy riduce il perimetro delle partecipazioni nella produzione onshore e nelle acque poco profonde; dall’altra, la permanenza nelle attività offshore e nel gas liquefatto conferma il ruolo della Nigeria nel portafoglio internazionale di Eni.
I dettagli economici della transazione, compreso il valore della cessione, non sono stati indicati nella comunicazione. Il gruppo ha precisato che tutte le autorizzazioni necessarie sono state ottenute e che l’operazione è stata finalizzata.

