A Hong Kong pro-democrazia esclusi da elezioni, anche Joshua Wong

30 luglio 2020

Numerosi attivisti pro-demcrazia di Hong Kong, tra cui il leader del movimento degli ombrelli Joshua Wong, sono stati esclusi dalle liste elettorali per il voto legislativo di settembre, mentre il governo potrebbe decidere di rinviare la consultazione fino al prossimo anno a causa del coronavirus.

Le candidature invalidate sono dodici: clamorosa l’esclusione di Wong, che nel 2014 guidò la protesta degli studenti, ma tra gli esclusi ci sono anche rappresentati dei partiti pro-democrazia tradzionali e giovani attivisti che si sono fatti le ossa con le proteste dell’anno scorso. Su Twitter Wong ha accusato il governo di Pechino di dimostrare “totale indifferenza verso la volontà” dei cittadini di Hong Kong e di aver travolto “l’ultimo pilastro dell’autonomia della città”. In una nota il governo di Hong Kong afferma di sostenere la decisione dei funzionari elettorali di “invalidare 12 candidati all’elezione generale del consiglio legislativo (LegCo)”.

I candidati sono stati esclusi con la motivazione che non appoggiano la Legge di base, la costituzione di fatto di Hong Kong, recentemente integrata con una nuova legge sulla sicurezza imposta direttamente da Pechino che criminalizza la secessione, la sovversione, il terrorismo e la collsuione con forze straniere. I funzioanri stanno ancora esaminando le candidature e il governo non esclude che altre possano essere invalidate. Intanto i media della città semiautonoma scrivono che il governo si prepara a rinviare al prossimo anno il voto, previsto per il 6 settembre, a causa dell’aumento di casi di coronavirus.

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