Cultura e Spettacolo

A Venezia “Chiara”, Nicchiarelli: lei esempio di forza e speranza

E’ la storia di una santa, ma anche di una ragazza e della sua rivoluzione “Chiara” di Susanna Nicchiarelli, l’ultimo film italiano presentato in concorso alla Mostra di Venezia. Aveva diciotto anni quando scappò dalla casa paterna per raggiungere il suo amico Francesco, nel 1211. Da quel momento la sua vita cambiò per sempre. Non si piegò alla violenza dei famigliari, e si oppose persino al Papa. Lottò con tutto il suo carisma per sé e per le donne che si erano unite a lei, per vedere realizzato il suo sogno di libertà.
I due protagonisti sono interpretati da Margherita Mazzucco Andrea Carpenzano. Nicchiarelli con “Chiara” chiude una trilogia di film su donne realmente esistite, dopo “Nico” e “Miss Marx”.

La regista spiega: “Chiara in qualche modo chiude questa trilogia con un messaggio molto più forte di speranza, delle tre è la più risolta, delle tre è quella che finisce meglio. C’è qualcosa di forte e di speranzoso nel finale perché non è sola, Chiara ha una comunità di donne intorno che ha costruito”. Chiara d’Assisi fu la prima donna a scrivere una regola originale per le donne. Aveva un sogno rivoluzionario di uguaglianza e giustizia, di vita in comunità e in condivisione. “Sicuramente” conclude Nicchiarelli, “l’esempio di comunità di Chiara è un ottimo esempio di comunità di donne, perché mentre nella comunità francescana c’erano lotte intestine, insomma questioni di potere, nella comunità femminile di Chiara erano tutte compatte e d’accordo”.

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