Economia

Abbonati digitali oltre i 2 milioni

L’effetto Trump continua a premiare il gruppo New York Times, che nel secondo trimestre del 2017 ha superato i due milioni di abbonati digitali. E’ la prova di come gli americani, e non solo, vogliano essere più informati dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali Usa dell’8 novembre scorso e il suo ingresso nella Casa Bianca avvenuto il 20 gennaio successivo. L’editore dell’omonimo quotidiano è convinto che “sempre più persone siano preparate a pagare per un giornalismo di alta qualità che le aiuta a capire il mondo”. E gli inserzionisti cavalcano l’onda puntando sul web, che continua a fare da traino agli introiti pubblicitari del gruppo editoriale: sono saliti complessivamente per la prima volta dal terzo trimestre del 2014. Nei tre mesi chiusi il 30 giugno scorso, il gruppo è tornato in utile: i profitti sono stati pari a 15,6 milioni di dollari contro una perdita di 211 milioni dello stesso periodo dello scorso anno (sul risultato dell’anno scorso avevano pesato lo snellimento delle attività di stampa a livello internazionale e spese pensionistiche). Al netto di voci straordinarie, gli utili sono passati a 18 centesimi per azione da 11 dell’anno prima, sopra le previsioni degli analisti per 13 centesimi ad azione. I ricavi sono arrivati a quota 407,1 milioni di dollari, in rialzo del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2016. Il gruppo editoriale ha messo a segno vendite da abbonamenti in aumento del 13,9% a 250 milioni di dollari; il giro d’affari legato alla pubblicità ha saputo risollevarsi (+0,8% a 132,24 milioni). Gli introiti da pubblicità su carta stampata però restano in calo (-10,5% annuo) mentre quelli sul digitale sono saliti (+22,5% a 55,2 milioni di dollari ossia il 41,7% dei ricavi pubblicitari di gruppo) contro i 45 milioni (il 34,3% del totale) visti nel secondo trimestre del 2016.

Nel dettaglio, si legge nel comunicato diffuso dall’azienda, “i ricavi da abbonamento sono saliti nel secondo trimestre grazie soprattutto alla crescita significativa del numero di abbonati digitali e all’aumento dei prezzi del giornale consegnato sulle porte degli abbonati del New York Times, cose che hanno aiutato a controbilanciare il declino delle copie vendute nelle edicole”. Gli abbonamenti esclusivamente digitali hanno generato un fatturato di 82,5 milioni di dollari, in rialzo del 46,4% sul periodo aprile-giugno del 2016. Quegli abbonamenti sono stati circa 2,333 milioni nel periodo, un incremento netto di 114.000 unità rispetto al primo trimestre del 2017 e il 63,4% in più sul secondo trimestre del 2016. Dei 114.000 nuovi abbonati, 93.000 sono legati ai prodotti di informazione digitale. Mark Thompson, presidente e amministratore delegato di New York Times Company, ha commentato i conti dicendo che “nell’arco di due anni abbiamo raddoppiato la nostra base di abbonati digitali”. E’ stato lo stesso Thompson a dire che i ricavi pubblicitari totali sono saliti “per la prima volta dal terzo trimestre del 2014 grazie al continuo rafforzamento della pubblicità digitale”. Per il terzo trimestre del 2017, il New York Times stima ricavi da diffusione in rialzo a un tasso simile a quello appena archiviato. I ricavi da pubblicità dovrebbero subire un calo di circa il 5-9% rispetto a 12 mesi prima. I costi operativi dovrebbero aumentare intorno al 5% nel trimestre in corso rispetto allo stesso del 2016. Il titolo del NY Times viene premiato al New York Stock Exchance: sale di oltre il 4% a 19,15 dollari. Da inizio anno è salito di circa il 40% e negli ultimi 12 mesi di quasi il 50%.

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