Economia

Accordo in vertice maggioranza, 10 miliardi per reddito di cittadinanza

Almeno nove-dieci miliardi per il reddito di cittadinanza. E’ questa la cifra dell’accordo che sarebbe stato raggiunto nel corso del vertice di maggioranza sulla manovra. Tale somma, si spiega, consente al governo di partire dall’inizio del 2019 con la pensione di cittadinanza per poi, tra maggio e giugno, mettere in campo il reddito di cittadinanza fino alla fine dell’anno, per un lasso di tempo di 6 mesi per i quali, spiegano le stesse fonti, i 10 miliardi messi in campo con la manovra, bastano.

Allo studio anche quota 100 per le pensioni e un percorso di avvicinamento alla flat tax. E’ stato un vertice decisivo quello che ha visto riuniti Giuseppe Conte, Giancarlo Giorgetti e il titolare del Mef, Giovanni Tria, a Palazzo Chigi. L’obiettivo di M5S e Lega stato allargare le maglie dei conti, dopo che, in queste ore, Salvini e Di Maio hanno scelto di abbassare i toni con l’Ue. E al tavolo, a Palazzo Chigi, hanno partecipato anche il responsabile agli Affari Ue, Paolo Savona, e la viceministra al Tesoro Laura Castelli. Due presenze che, raccontano fonti di governo, si sono rilevate decisive: il primo nel “convincere” il titolare del Mef ad aumentare gli stanziamenti per reddito di cittadinanza e flat tax, la seconda nel portare al tavolo uno schema gia’ pronta della misura “principe” della narrazione pentastellata.

Non hanno presenziato, invece, Di Maio e Salvini. Ma i loro plenipotenziari hanno comunque raggiunto l’obiettivo: non recedere da reddito di cittadinanza e flat tax, misure sulle quali M5S e Lega si sono giocati tanto con i propri elettorati. E alla fine, fonti vicine al premier si dicono soddisfatti; dai tre miliardi iniziali che Tria aveva previsto per il reddito di cittadinanza si passa ai 9-10 sui quali si conclude il vertice.

Segui ilfogliettone.it su facebook
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it
Condividi
Pubblicato da