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AD10S Diego, i funerali di Maradona: turbine di lacrime e folla

AD10S Diego. Il caos e l’eccesso di emozioni che ha dominato la sua vita, ha contraddistinto anche i suoi funerali. L’estremo saluto a Diego Armando Maradona è stato così. Un turbine di lacrime, grida strazianti e folla. Qualcosa che in epoca Covid è in genere impensabile. Ma per il campione a cui è stato concesso tutto, anche le esequie devono essere all’altezza. In Argentina, sono stati indetti tre giorni di lutto nazionale. Punto di partenza: il corpo in una bara chiusa nel palazzo presidenziale della Casa Rosada nella centrale Plaza de Mayo. Coperto con la bandiera argentina blu e bianca e una maglia da calcio argentina con il numero 10 che faceva parte del suo soprannome “D10S”. Maradona è stato sepolto in fretta e furia, in mezzo a un’ondata di dolore globale, dalle strade di Buenos Aires sino a Napoli. Migliaia di argentini, migliaia di napoletani con indosso proprio quel 10 che è diventato un’ossessione in queste ore.

Genio imperfetto Maradona, funerali imperfetti, assembramenti e calca nonostante i timori del virus. Sepoltura con cerimonia privata nel cimitero di Bella Vista, alla periferia di Buenos Aires, accanto ai genitori. Ora occhi puntati sull’eredità, che lascia il fantasista, dove a quanto pare non ci sono soltanto appartamenti e denaro. “Ha questa collezione di magliette di tutti i più grandi calciatori del mondo, che sono stati suoi avversari: è una cosa immensa, sterminata. Se la metti all asta e trovi un amatore, è qualcosa che vale milioni”. Raggiunto telefonicamente da askanews Franco Esposito, firma storica del calcio partenopeo e autore di tutti i principali scoop legati al pibe de oro, aggiunge un dettaglio tutt’altro che secondario. Perché alla fine, quello che resta è il calcio: “Il Calciatore quello che era, non si può raccontare, quello che ci ha fatto vedere, quello che era capace di fare. Perché sono cose che davvero appartengono all’ultraterreno”.

Dall’altra parte dell’emisfero, intanto, Napoli ha ricordato Maradona con una gigantografia raffigurante il pibe de oro che indossa la maglia del Napoli di fronte a Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito. L’ennesimo gesto di un folto gruppo di tifosi che si sono dati appuntamento per celebrare ancora il loro campione del cuore, mentre veniva sepolto in Argentina. Cori da stadio, bandiere, fuochi, quasi un’ovazione all’aperto. “Diego lo merita, é Napoli, e Napoli è Maradona”. “Napoli non dimentica, con lui perdiamo una parte del nostro cuore, lui ci difendeva e ci amava”… “Per noi è stato il riscatto negli anni più bui di Napoli, gli anni 80, il terremoto, la camorra, lui è stato per noi un riscatto”. Candele accese ai balconi e alle finestre. Tutta Napoli illuminata per il Pibe de oro. Dopo il minuto di silenzio allo stadio San Paolo prima della partita Napoli-Rijeka, un lungo applauso collettivo ha risuonato per tutta la città. E il suo Napoli poi si è portato a casa la vittoria.

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