Aiuti umanitari a Gaza, parte l’operazione internazionale “Amalthea”

Aiuti umanitari a Gaza, parte l’operazione internazionale “Amalthea”
8 marzo 2024

Il nome in codice è “Amalthea”. L’iniziativa è un corridoio marittimo per portare gli aiuti umanitari internazionali a Gaza. L’annuncio lo ha dato da Cipro la presidente della Commissione Europea: “Siamo ormai molto vicini all’apertura del corridoio”, annuncia Ursula von der Leyen, specificando che il corridoio marittimo proprio tra Cipro e Gaza dovrebbe aprirsi “si spera sabato o domenica”. Si tratta una prima operazione pilota, in collaborazione con gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi che prevede, appunto, un collegamento marittimo con il territorio palestinese. Finora, la popolazione di Gaza è stata aiutata con sostegni umanitari aerei lanciati soprattutto da Usa, ma anche da Francia e altri Paesi. La strage avvenuta attorno ai camion di aiuti israeliani ha fatto scattare qualcosa a livello internazionale. La prima nave partirà oggi, lasciando il porto cipriota di Larnaca per testare il corridoio e portare gli aiuti a Gaza. Ma i dettagli restano fumosi.

Già perché l’approdo a Gaza continua a non esserci e la marina Usa ci metterà, a quanto pare, “almeno un mese” per installare l’infrastruttura. Quindi? Non si sa. Von der Leyen, dal centro di controllo europeo di Larnaca, accanto al presidente cipriota Nikos Christodoulides, ha fatto sapere che partirà “subito” un progetto pilota in collaborazione con l’ong americana World Central Kitchen, mentre appunto domenica sarà la volta del corridoio marittimo, coordinato da Nicosia. “Per quanto capiamo gli aiuti andranno direttamente a Gaza”, ha commentato un portavoce dell’esecutivo blustellato che però non è stato in grado di fornire ulteriori particolari. L’Unione Europea peraltro non è la sola ad affiancare gli Usa e Cipro in questa impresa. In un comunicato congiunto si sono associati anche gli Emirati Arabi Uniti, la Gran Bretagna, la Germania, la Grecia, l’Olanda e l’Italia, come anticipato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. “La situazione umanitaria a Gaza è disastrosa, con famiglie e bambini palestinesi innocenti alla disperata ricerca di beni di prima necessità”, si legge nella dichiarazione.

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“La leadership di Cipro nella creazione dell`Iniziativa Amalthea – che delinea un meccanismo per spedire in modo sicuro gli aiuti da Cipro a Gaza via mare – è stata fondamentale per consentire questo sforzo congiunto per lanciare un corridoio marittimo – si sottolinea nella nota – insieme, le nostre nazioni intendono basarsi su questo modello per fornire ulteriori aiuti importanti via mare, lavorando con il Coordinatore senior per gli aiuti umanitari e la ricostruzione delle Nazioni Unite per Gaza, Sigrid Kaag, che ha il compito di facilitare, coordinare, monitorare e verificare il flusso di aiuti in Gaza ai sensi della risoluzione 2720 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Gli sforzi degli Emirati Arabi Uniti per mobilitare il sostegno all’iniziativa si tradurranno in una prima spedizione di cibo via mare alla popolazione di Gaza”.

Anche la Gran Bretagna parteciperà all’apertura del corridoio marittimo per trasferire gli aiuti direttamente nella Striscia di Gaza, fa sapere il ministro degli Esteri di Londra, David Cameron. In un post pubblicato sull’account X, Cameron ha inoltre esortato Israele a consentire l’ingresso nella Striscia di Gaza di un maggior numero di camion di aiuti, poiché questo è “il modo più veloce per far arrivare gli aiuti a chi ne ha bisogno”. “Le persone a Gaza hanno un disperato bisogno umanitario”, ha scritto Cameron. Intanto, Israele accoglie “con favore” la creazione di un corridoio marittimo da Cipro alla Striscia di Gaza. “L’iniziativa cipriota consentirà l’aumento degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, dopo che saranno effettuati i controlli di sicurezza nel rispetto degli standard israeliani” dichiara il ministero degli Esteri israeliano, evidenziando che “Israele continuerà a facilitare il trasferimento di aiuti umanitari ai residenti della Striscia di Gaza nel rispetto delle regole di guerra e in coordinamento con gli Stati Uniti e i nostri alleati nel mondo”.

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