Al-Sarraj ha incontrato a Bruxelles i vertici Ue. Michel: “Inquietanti escalation in Libia”

Al-Sarraj ha incontrato a Bruxelles i vertici Ue. Michel: “Inquietanti escalation in Libia”
Da sinistra: Fayez al-Sarraj, Josep Borrell e Charles Michel
8 gennaio 2020

Il primo ministro libico Fayez al-Sarraj ha incontrato oggi pomeriggio a Bruxelles prima il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e l’Alto rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza comune dell’Ue, Josep Borrell, e successivamente il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. Secondo una nota del Consiglio europeo, il presidente Michel “ha espresso preoccupazione per le inquietanti escalation militari in Libia, e ha sottolineato che non esiste una soluzione militare alla crisi libica, e che solo un processo politico può portare verso la pace e la stabilità”.

I libici, continua la nota, “dovrebbero avere un ruolo centrale nella definizione del proprio futuro. L’Unione europea intensificherà gli sforzi verso una soluzione pacifica e politica” e “sostiene pienamente il processo di Berlino (in cui sono coinvolti i quattro maggiori paesi dell’Ue, ndr) e tutte le iniziative delle Nazioni Unite volte a trovare una soluzione politica complessiva alla crisi in Libia“. Michel, riferisce ancora la nota, “ha anche sollevato il tema del recente memorandum d’intesa Turchia-Libia sulla delimitazione delle giurisdizioni marittime nel Mar Mediterraneo”, che secondo la posizione espressa dall’Unione europea “viola i diritti sovrani dei paesi terzi, non è conforme alla Legge del Mare e non può produrre conseguenze legali per gli stessi Stati terzi”.

Al-Sarraj, che non ha risposto ai giornalisti italiani al suo arrivo al Parlamento europeo, ha replicato invece in arabo alle domande (in inglese) di un giornalista turco che lo attendeva al termine dell’incontro con Sassoli. “Le discussioni con i responsabili europei – ha detto il capo del governo di Tripoli, secondo una traduzione non ufficiale dall’arabo – sono state molto produttive. Da aprile – ha ricordato -, l’altra parte (nel conflitto civile libico, ndr) persiste nella sua approccio militare. Noi non vogliamo che la Libia divenga un terreno di scontro per procura. Vogliamo che l’aggressore fermi i suoi attacchi contro il governo legittimo libico, riconosciuto a livello globale”.

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Con un riferimento evidente, ancorché implicito, ai recenti sviluppi nei rapporti fra il suo governo e quello turco, al-Serraj ha poi aggiunto: “Noi abbiamo il diritto, riconosciuto dall’Onu, di concludere gli accordi che vogliamo con tutte le parti. Lo abbiamo fatto in trasparenza. Non abbiamo chiesto mercenari, né combattenti, né dal Sudan, né dal Ciad. Siamo determinati a proteggerci e nessun altro ci leverà questo diritto” ha concluso al-Sarraj, che più tardi, oggi stesso, dovrebbe incontrare in Italia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. askanews

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