Coronavirus, torna la paura a Pechino: cancellati oltre mille voli

17 giugno 2020

I due aeroporti di Pechino hanno annullato più di mille vole dopo un`impennata dei casi di Covid-19 nella capitale della Cina. Lo hanno annunciato i media ufficiali. Alle 9.10 locali, erano stati cancellati 1.255 voli in partenza e in arrivo agli aeroporti di Pechin, ossia il 70 per cento di quelli inizialmente previsti. Lo hanno indicato il Quotidiano del Popolo e il Cina Daily. Pechino ha esortato i suoi 21 milioni di abitanti a evitare viaggi “non essenziali” fuori città e ha ordinato di nuovo la chiusura delle scuole dopo un `rimbalzo` dei casi di Covid-19 nella capitale cinese. Diverse città e province impongono ora una quarantena all’arrivo per i viaggiatori provenienti da Pechino.
Chi ha prenotato i biglietti ferroviari da o per Pechino sarà rimborsato, ha affermato il Quotidiano del Popolo.

La scoperta in cinque giorni di oltre un centinaio di contagiati, collegati a un mercato cittadino, è stata uno shock per i residenti della capitale. Perché la Cina aveva in gran parte contenuto il coronavirus attraverso quarantene e screening. Secondo il sindaco, la capitale cinese ha registrato 31 nuovi contagi da nuovo coronavirus nelle ultime 24 ore, una cifra complessiva stabile per il quarto giorno consecutivo. In precedenza, Pechino non aveva scoperto alcun nuovo caso per due mesi e la vita aveva ripreso un corso quasi normale. Ma la paura di una seconda ondata epidemica ha spinto le autorità locali ad agire. Il municipio ha lanciato una massiccia campagna di screening e ha isolato aree residenziali. Il municipio ha inoltre annunciato una nuova chiusura di tutte le scuole. Le università hanno sospeso il ritorno degli studenti nelle aule.

INDIA

Non va meglio in India dove il bilancio dell’epidemia di coronavirus è aumentato di 2mila morti in un giorno, portando il totale a 11.903 morti nel colosso dell’Asia meridionale. Lo indicano i nuovi dati ufficiali diffusi oggi. Questo aumento è in parte dovuto alla revisione delle cifre a Mumbay, la città più colpita, dove sono stati aggiunti 832 morti al bilancio giornaliero a causa di “problemi” nel conteggio delle vittime. L’epidemia di Covid-19 sta ancora imperversando nel Paese popolato da 1,3 miliardi di abitanti che, di fronte a un’economia dissanguata, ha messo fine al drastico lockdown in atto da fine marzo a inizio giugno.

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AUSTRALIA

L’Australia non dovrebbe riaprire le sue frontiere ai turisti internazionali fino al prossimo anno, ma potrebbe facilitare le condizioni di ingresso per studenti e viaggiatori a lungo termine, ha detto oggi il ministro del Commercio Simon Birmingham. Il ministro ha spiegato che potrebbe essere imposta una quarantena a studenti e viaggiatori che prevedono di restare in Australia per un tempo prolungato. “Potremmo semplicemente applicare la quarantena di 14 giorni sperimentata con i nostri cittadini che rientrano nel Paese”, ha commentato durante un discorso al National Press Club. L’Australia ha riportato 7.300 casi di contagio da coronavirus e 102 vittime dall’inizio dell’epidemia.

PERU’

Il Perù ha registrato oltre 7 mila decessi per Coronavirus, con 237 mila contagiati. Lo ha annunciato il ministero della Salute pervuviano che ha fatto il punto dopo tre mesi di lockdown. Nelle ultime 24 ore, il paese ha registrato 196 nuovi decessi, portando il totale a 7.056 e 4.164 nuove infezioni per un totale di 237.156. “L’epidemia mostra un calo – ha comunque dichiarato il ministro della Salute, Victor Zamora – il tasso di contagio rallenta”.

BRASILE

Sono 34.918 i nuovi casi di coronavirus annunciati dal Brasile, il più alto bilancio giornaliero dall`inizio dell`epidemia. Una notizia che arriva all`indomani della dichiarazione di una delle più importanti autorità del Paese, che aveva definito sotto controllo la situazione. “C`è una crisi”, aveva detto Walter Braga Netto, il capo di stato maggiore della presidenza, “siamo solidali con le famiglie in lutto, ma (la crisi) è gestita”. Il Paese sudamericano ha il più alto numero di contagi nel mondo dopo gli Stati Uniti, con oltre 923mila casi.

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STATI UNITI

Con oltre 700 morti nelle ultime 24 ore, gli Stati Uniti hanno ormai un numero di decessi per il coronavirus superiore a quello registrato durante la Prima Guerra Mondiale. Le vittime registrate nel Paese da ieri sono 740, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. Il numero totale dei decessi è così salito a 116.850, più alto di quello dei militari americani uccisi durante la Grande Guerra, circa 116.500, secondo il dipartimento per gli Affari dei Veterani Usa.

RUSSIA

La Russia ha registrato 7.843 casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, portando il totale a 553.301. Lo ha annunciato il centro nazionale di risposta al coronavirus: nel precedente rilevamento i nuovi casi erano 8.248. E’ il secondo giorno consecutivo in cui i nuovi casi sono in diminuzione. “La Federazione Russa ha registrato un totale cumulativo di 553.301 casi di contagio da coronavirus in 85 regioni (+1,4 per cento)”, ha dichiarato il centro di risposta in una nota, aggiungendo che il Paese ha confermato 7.843 casi in 84 regioni nelle ultime 24 ore, compreso il 31,8 percento in portatori asintomatici.

Di tutti i nuovi casi, 1.065 sono stati registrati a Mosca, 680 nella regione di Mosca e 238 nella regione di Nizhny Novgorod (rispetto ai 1.416, 694 e 206 del precedente rilevamento, rispettivamente). Il bilancio delle vittime per il Covid-19 del Paese è cresciuto di 194 (193 nel precedente rilevamento), a 7.478. Ben 10.036 pazienti Covid-19 sono guariti in tutto il Paese (9.767 ieri), portando il numero totale di persone guarite a 304.342. Oltre 15,6 milioni di test sono stati condotti nel Paese dall’inizio dell’epidemia e 308.000 sospetti portatori di virus in tutta la Russia restano sotto controllo medico, ha detto Rospotrebnadzor.

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NUOVA ZELANDA

Dopo l'”inaccettabile fallimento del sistema” che ha permesso l’ingresso in Nuova Zelanda di due persone positive al coronavirus non controllate, l’esercito neozelandese gestirà il controllo delle frontiere e le operazioni di quarantena. Lo ha annunciato la premier Jacinda Ardern, che dieci giorni fa aveva dichiarato il Paese Covid-19 free. Ardern ha detto che i controlli alla frontiera devono essere rigorosi e disciplinati e che devono avere la fiducia del governo e dei cittadini.

Le due donne erano arrivate dal Regno Unito via Australia e non erano state testate al terzo giorno dal loro arrivo o prima di lasciare la quarantena, come prevede la legge. Era stata loro garantita un’esenzione compassionevole e avevano potuto uscire dall’isolamento ad Auckland per visitare un genitore sul letto di morte a Wellington. Il ministro della Sanità David Clark ha sospeso tutte le esenzioni alla quarantena dopo l’incidente.

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