Alt di Casaleggio asse Grillo-Lega

di Alberto Di Majo

Nell’attesa che riparta la stagione “politica”, due sentimenti, per certi versi contrastanti, animano i 5 Stelle. Da una parte hanno l’orgoglio di essere “diversi”, lontani dai partiti che hanno condannato il Paese al declino. Dall’altra un realismo elettorale per cui a più di qualcuno non dispiacerebbe gettare un ponte verso la Lega di Salvini per sbaragliare Pd e Forza Italia e accomodarsi al governo. Del resto le regole dell’Italicum, sempre che sia mantenuto così com’è, impongono di guardare in alto per ottenere il premio di maggioranza. Il leader del Carroccio Matteo Salvini ha rilanciato l’appello a costruire un fronte anti-Renzi e, soprattutto, ha chiesto a Grillo di battere un colpo. Magari di aderire alla manifestazione per “bloccare l’Italia” che la Lega vuole organizzare a novembre. A sentirli, i 5 Stelle sono compatti e rimandano l’invito al mittente. È stato Gianroberto Casaleggio, cofondatore del MoVimento 5 Stelle, a mettere le cose in chiaro già da qualche mese. “Il nostro avversario principale non è più il Pd, che si sta sgretolando da solo, ma la Lega di Salvini”, avrebbe ripetuto ai suoi il guru del “non partito”. Una scelta politica ma anche elettorale.

Le posizioni tra i due partiti sono simili, soprattutto su immigrazione e costi della casta. Non è un caso che anche Beppe Grillo abbia avuto un paio di uscite molto dure sui migranti per reggere la “concorrenza”, benché alcuni senatori del MoVimento proposero mesi fa in Commissione al Senato la cancellazione del reato di immigrazione clandestina. Ma lo spartito è cambiato. Ecco perché la battaglia contro Salvini è diventata quotidiana anche se, sotto sotto, un pensiero a una “collaborazione” è tutt’altro che fantapolitica. “Non commentiamo quel che dice Salvini, voliamo in alto” ha detto ieri il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera Giorgio Sorial, che ha aggiunto: “Parliamo di un partito che è stato al governo per anni e avrebbe potuto fare di più, o quanto meno qualcosa, piuttosto che proposte di questo tipo”. È intervenuto anche il presidente della Vigilanza Rai, il pentastellato Roberto Fico: “Non facciamo alleanze elettorali. Non ci mettiamo a giocare alla conta dei voti. Non partecipiamo ai carrozzoni di candidati messi insieme a casaccio per rastrellare consensi, benché questo sia uno sport molto in voga nelle istituzioni del Paese.

Siamo aperti al dialogo quando questo è teso alla realizzazione di iniziative concrete nell’interesse collettivo. Se ci sono proposte serie noi collaboriamo, dove ci sono proclami e fuffe psicoelettorali noi non siamo interessati. Questa è la linea di demarcazione fra il MoVimento 5 Stelle e gli altri partiti, e il Partito democratico in primis. E gli elettori ormai lo hanno capito”. Netta anche la deputata Roberta Lombardi: “Ho difficoltà a dare fiducia alle proposte di Salvini, visto che ricordo con chi si è alleata la Lega al governo nel passato e con chi è ancora alleata nelle Regioni e nei Comuni”. Insomma, le parole di Salvini, secondo la Lombardi, sono frutto di una “perenne campagna elettorale”. Invece, aggiunge, “Salvini dovrebbe dimostrare di avere credibilità prima di tirarci in ballo. Noi ci muoviamo soltanto in modo serio, non per avere un titolo al telegiornale”. E se ci fossero ancora dubbi, la deputata del MoVimento 5 Stelle e prima capogruppo alla Camera, ricorda: “La Lega di Salvini vuole abbattere i campi rom ma è stato l’allora ministro leghista Maroni a stanziare 60 milioni di euro per costruirli”.

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