Politica

Altra grana per Di Maio, candidato M5 indagato per riciclaggio

Salvatore Caiata capolista all’uninominale del Movimento 5 Stelle, seggio Potenza – Lauria, alle elezioni del prossimo 4 marzo, e’ indagato dalla Procura di Siena per riciclaggio. Secondo i Pm senesi Caiata, che dalla scorsa estate e’ anche presidente del Potenza calcio – squadra capolista in Serie D girone H -, sarebbe coinvolto in un’inchiesta sul reimpiego di fondi con Cataldo Staffieri, il responsabile de ‘La Cascina’ per Toscana e Umbria con il quale ha concluso diversi affari legati proprio al passaggio di proprieta’ di bar e ristoranti. Le verifiche della Guardia di Finanza riguardano il reimpiego di capitali attraverso alcune aziende e conti correnti anche esteri. Al centro delle verifiche disposte dai pm ci sono trasferimenti di immobili e capitali che, oltre a Caiata e Steffieri, si allargano ad un altro imprenditore molto noto nella zona: Igor Bidilo, kazako e membro del cda della multinazionale Usa Atek. Caiata e’ stato candidato senza la trafila delle parlamentarie interne del Movimento 5 stelle ma direttamente per scelta del candidato premier pentastellato Luigi Di Maio.

LA DIFESA DEI PENTASTELLATI

“Non c’e’ nessuna candidatura sbagliata quando non si sa ancora di cosa stiamo parlando. Il Movimento cinque Stelle come sempre sta facendo gli accertamenti proprio in queste ore per capire di che cosa si tratti, anche perche’ tutti, sia il Movimento cinque Stelle, sia Caiata stesso, abbiamo appreso di questa indagine dai giornali questa mattina e quindi prima non c’era la possibilita’ di fare alcuna valutazione”. A sostenere la causa pentastellata è il deputato del M5S, Alfonso Bonafede, che rivendica “il fatto che il Movimento cinque Stelle e’ l’unica forza politica che fa presentare a tutti i candidati il certificato penale per capire che se ci sono carichi pendenti o condanne non ti puoi candidare per il Movimento cinque Stelle – ha aggiunto Bonafede a margine di un evento in corso di svolgimento nella sede della Cgil a Firenze -. Noi facciamo presentare dichiarazioni con cui la persona certifica di non partecipare ad alcuna associazione segreta. Poi ogni tanto puo’ capitare che troviamo una persona che non era in linea con i requisiti che noi gli avevamo richiesto e che avevamo anche verificato: bene, eventualmente finisce fuori dal Movimento cinque Stelle. Siamo gli unici che possiamo fare pulizia in questo Paese perche’ siamo gli unici che non fanno sconti a nessuno, neppure al proprio interno. Dalle altre parti se uno ha un’indagine” a suo carico “o e’ massone gli danno la medaglia al valore e lo aumentano di grado all’interno del partito”.

LE REAZIONI

Il primo colpo lo sfera il partito democratico. “Un altro cocco di Di Maio finisce sotto inchiesta. Bel colpo, sempre alla faccia della trasparenza e dell’onestà”, attacca il senatore dem Stefano Esposito. “Nuovo giorno, nuovo impresentabile. E’ uno spettacolo pietoso”, gli fa eco Andrea Romano. Anche Simona Malpezzi punta il dito contro il leader del Movimento 5 Stelle: “Caro Di Maio questo come lo spieghi? Lo vorremmo sapere. Avete imbarcato di tutto. È l’ennesimo ragazzo meraviglioso che sbaglia?”. Se le accuse si rivelassero vere, commenta Stefania Covello, “sarebbe l’ennesimo impresentabile in liste horror”. Ironico Michele Anzaldi, che suggerisce a Di Maio di designare Caiata come “ministro del Riciclaggio nazionale e internazionale”.

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