Disposto carcere per Anis Hannachi. Fratello di Ahmed era foreign fighter

Disposto carcere per Anis Hannachi. Fratello di Ahmed era foreign fighter
Il tunisino Anis Hannachi, fratello Ahmed, responsabile dell'omicidio di due cugine a Marsiglia
9 ottobre 2017

Disposto il carcere e arresto convalidato per Anis Hannachi, il fratello dell’attentatore di Marsiglia arrestato a Ferrara sabato notte e messo a disposizione della Procura generale presso la Corte d’appello di Bologna. Durante l’udienza di convalida del mandato di arresto europeo, il tunisino, come riferito dall’avvocato d’ufficio, Laura Lemmi, ha dato la sua versione parlando brevemente alla presenza di un interprete. Nel corso della prossima udienza, prevista il 17 ottobre, saranno esaminate le procedure relative al trasferimento in Francia. Anis Hannachi è un convinto jihadista, foreign fighter nel teatro siro-iracheno e probabile “cattivo maestro” del fratello Ahmed, responsabile dell’omicidio di due cugine a Marsiglia lo scorso 1 ottobre. “Sono algerino”, ha provato a dire ai poliziotti della Digos dopo aver declinato generalita’ false ma l’incrocio con impronte e foto segnaletiche ha scoperto presto il bluff: era tra i tunisini respinti e rispediti nel Paese di origine nell’ottobre 2014 perche’ “irregolari”. Il punto sull’inchiesta e’ stato fatto al Viminale alla presenza, tra gli altri, del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti, e i vertici investigativi di Polizia e Carabinieri.” Le indagini sono tuttora in corso, e ci aspettiamo importanti sviluppi”, ha premesso Roberti, sottolineando l’importanza del lavoro di squadra e della sinergia tra autorita’ italiane e francesi che ha consentito di conseguire risultati di rilievo a pochi giorni dall’attentato. “Al momento, Anis non sta collaborando”, ha confermato Roberti, e “non sono stati fermati altri familiari”.

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Secondo le informazioni provenienti dalla Francia, ha spiegato Claudio Galzerano, direttore della divisione antiterrorismo internazionale dell’Ucigos, il giovane avrebbe potuto essere in Italia dal 27 settembre ma in realta’ “la prima traccia certa della sua presenza nel nostro Paese data 4 ottobre, in Liguria”. E’ ancora da chiarire che cosa abbia fatto nei gironi precedenti, e che cosa lo abbia portato nel nostro Paese, “ma quello che ha moltiplicato i nostri sforzi per rintracciarlo e’ la circostanza che di recente, sempre secondo i colleghi francesi, avesse raccontato ai suoi amici di ‘essere stanco’, di ‘trovarsi in difficolta”, di ‘non farcela piu’ ad andare avanti’. Dopo il passaggio in Liguria, e’ stato localizzato in Emilia Romagna, in un primo momento sembrava a Rimini, poi a Ferrara: non ci sarebbero contatti recenti con la Tunisia ma c’e’ tutta una serie di numeri di telefono, trovati nel corso di una perquisizione, che adesso “vanno sviluppati”. Una cosa pare certa: Anis Hannachi, sicuri trascorsi jihadisti, accusato oltralpe di associazione terroristica e di complicita’ nel duplice omicidio dell’1 ottobre, “non si e’ radicalizzato nel nostro Paese” e lo stesso – ha spiegato Lamberto Giannini, direttore dell’Antiterrorismo – vale per il fratello Ahmed, “che pure e’ stato in carcere nel nostro Paese in tre occasioni diverse, la piu’ lunga di un anno”.

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E’ probabile, invece, anche se “da verificare”, che sia stato lui a “indottrinare” Ahmed. Ma se saltasse fuori che facesse parte con il fratello di una struttura organizzata, ha ricordato il comandante del Ros dei carabinieri, generale Pasquale Angelosanto, “non ci troveremmo certo per la prima volta di fronte ad una cellula operativa jihadista sui base familista”. Altro elemento accertato: “Non ci sono evidenze di azioni in programma nel nostro Paese”, e nemmeno della disponibilita’ di basi d’appoggio: “i casi di soggetti vicini al jihadismo e passati per l’Italia – ha sottolineato Giannini – sono per adesso testimonianza di esperienze e di storie diverse tra loro. Da parte nostra c’e’ la massima attenzione, ma non esiste una matrice comune di condotte e di comportamenti tale da far pensare che in Italia ci sia una base per la preparazione di azioni”. I tempi per l’estradizione di Anis Hannachi in Francia potrebbero essere brevi, mentre sul fronte italiano – ha confermato il procuratore aggiunto di Roma, Francesco Caporale – “nei prossimi giorni” dovrebbe essere sentita anche l’ex moglie di Ahmed Hannachi, l’attentatore di Marsiglia. “La donna – ha ricordato Caporale – attualmente si trova ancora in Tunisia, dove dopo la fine del matrimonio con Ahmed ha stretto una relazione con un nuovo compagno tunisino”.

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