Artrite psoriasica, arriva il primo farmaco orale

Artrite psoriasica, arriva il primo farmaco orale
11 maggio 2022

“Dolore, affaticamento, depressione e ansia: sintomi fisici e psicologici debilitanti, che limitano le capacità della persona con artrite psoriasica di eseguire le attività quotidiane private e lavorative, con un impatto a lungo termine sulla propria qualità di vita. Sono oltre 300.000 le persone, in Italia, che hanno ricevuto una diagnosi di questa patologia infiammatoria cronica, che coinvolge la pelle, le articolazioni e i tendini e si sviluppa quando il sistema immunitario attacca i tessuti e le cellule sane. Una patologia progressiva e debilitante, che si manifesta in 1 paziente con psoriasi su 3, ancora oggi sottodiagnosticata e con diverse esigenze mediche insoddisfatte: scarseggiano infatti alternative soddisfacenti per i pazienti intolleranti o non rispondenti ai DMARD (farmaci antireumatici modificanti la malattia) o agli inibitori TNF. Oggi per i pazienti con artrite psoriasica c’è una nuova opportunità terapeutica: tofacitinib citrato è il primo farmaco orale inibitore delle Janus-Chinasi (JAK) approvato per questa patologia. Tofacitinib citrato è disponibile in Italia in associazione con metotrexate per il trattamento dell’artrite psoriasica attiva in pazienti adulti che hanno risposto in modo inadeguato o sono intolleranti ad una precedente terapia con un farmaco antireumatico modificante la malattia (DMARD). Tofacitinib citrato, già disponibile in Italia per il trattamento dell’artrite reumatoide e della colite ulcerosa, è il JAK-inibitore con il maggior numero di indicazioni approvate”, si legge nella nota diffusa dalla Pfizer.

L’ARTRITE PSORIASICA

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L’artrite psoriasica è una patologia eterogenea, che può presentarsi in diverse manifestazioni cliniche, tra cui artrite periferica, entesite, dattilite, spondilite e psoriasi con coinvolgimento di pelle e unghie. È caratterizzata da dolore, rigidità, gonfiore delle articolazioni che possono colpire l’intero corpo e, se non trattata, può causare danni permanenti alle articolazioni e ai tessuti: nel 20% delle persone con artrite psoriasica si osserva una disabilità funzionale e, dopo 10 anni, il 55% dei pazienti sviluppa una deformazione in cinque o più articolazioni. Con la progressione della malattia, l’impatto che l’artrite psoriasica può avere sulla qualità di vita correlata alla salute (HRQoL) dei pazienti è ritenuto simile a quello del diabete, di una cardiopatia e del cancro. La diagnosi precoce è fondamentale per rallentare la progressione della malattia, lo sviluppo di eventuali comorbidità e il peggioramento della qualità di vita dei pazienti, come per le altre patologie croniche infiammatorie; l’artrite psoriasica risulta ancora oggi, però, spesso sottodiagnosticata. “La diagnosi precoce e un trattamento tempestivo sono fondamentali per ridurre o addirittura impedire che l’artrite psoriasica progredisca verso complicanze a lungo termine- spiega Roberto Caporali, professore ordinario di Reumatologia Università degli Studi di Milano, direttore del Dipartimento di Reumatologia e Scienze Mediche ASST Gaetano Pini- CTO di Milano- Tuttavia, ancora oggi si osserva una sottodiagnosi, per diversi motivi. In primo luogo, è solo da poco tempo che in alcuni Centri esiste una stretta collaborazione tra dermatologo e reumatologo, che è essenziale per semplificare l’identificazione precoce di quei pazienti che hanno un’artrite in fase iniziale. In secondo luogo, è spesso difficile da parte del paziente e del medico di medicina generale capire qual è lo specialista di riferimento. Succede infatti spesso che i pazienti vengano inviati a specialisti diversi dal reumatologo. Gli stessi reumatologi, in terzo luogo, dovrebbero essere in grado di creare dei percorsi dedicati a questi pazienti con forme precoci, che dovrebbero essere visti subito evitando inutili liste d’attesa che potrebbero ritardare la diagnosi”.

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