Asse Salvini-Le Pen per le europee, ma con Giorgia destino comune

Asse Salvini-Le Pen per le europee, ma con Giorgia destino comune
Matteo Salvini e Marine Le Pen
17 settembre 2023

La Lega a Pontida con Marine Le Pen, mentre Giorgia Meloni è a Lampedusa con Ursula von der Leyen, “sono la sintesi di uno stesso obiettivo e destino comune”. Matteo Salvini ha chiarito subito dal palco allestito sul “pratone” bergamasco di voler creare alcun “problema” alla presidente del Consiglio, perché “la Lega è garante del fatto che questo governo durerà per tutti i cinque anni che gli italiani ci hanno chiesto durasse”. Le visite concomitanti in Italia della leader del Ressemblement national e della presidente della Commissione europea riflettono però due idee diverse di rapporto con l’Europa nella destra di governo e le rassicurazioni del “capitano” sul fatto che con Giorgia “non riusciranno a dividerci”, non sciolgono il nodo della contraddizione.

Da una parte Salvini abbandona la moderazione da “ministro sbloccacantieri” e insiste sull’alleanza in Europa con la destra, destinata però a giocare un ruolo di minoranza all’Europarlamento, vista la chiusura dei popolari a qualsiasi intesa. Dall’altra Meloni non può fare a meno di chiedere la collaborazione dell’attuale esecutivo europeo, mettendo per il momento da parte le sue posizioni più critiche verso Bruxelles. Certo è che la visita di Le Pen alla kermesse leghista non ha precedenti, visto che nessun “esterno” aveva mai avuto l’onore di parlare dal palco leghista nelle precedenti 34 edizioni della manifestazione inventata da Umberto Bossi, assente ormai dal 2017.

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“Voi in Italia e noi in Francia siamo impegnati nella stessa lotta, la lotta per le libertà, per la patria, io so quanto ci teniate alle vostre libertà” ha detto la politica francese prima di proporre una “dichiarazione dei diritti delle nazioni e dei popoli” da promuovere a livello europeo per “rimettere l’Ue al suo posto”. Una critica alle istituzioni comunitarie in sintonia con l’idea di Europa “sorda e cieca” di Salvini. Di fatto è l’apertura di una lunghissima campagna elettorale per le europee che punta sull’unità del centrodestra italiano, senza lasciare aperta la possibilità di fare parte di una maggioranza europea, come l’attuale, della quale faccia parte il Pse.

“Siamo determinati e destinati a vincere, in Italia e in Europa” perché vincere nei Comuni e nelle Regioni per poi avere la sinistra che ancora governa in Europa “non sarebbe sufficiente” ha concluso il vicepremier, prima di assicurare che “la tassa sugli extraprofitti miliardiari delle banche per la Lega è una priorità, non torneremo indietro” nonostante la contrarietà di Forza Italia. Quanto all’immigrazione clandestina, ha concluso Salvini, “faremo tutto quello che è democraticamente permesso per bloccare un’invasione” che altrimenti “rischia di esser disastrosa”. askanews

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