Autobomba uccide Caruana Galizia, reporter anticorruzione. Aveva indagato anche sui ‘Malta files’

Autobomba uccide Caruana Galizia, reporter anticorruzione. Aveva indagato anche sui ‘Malta files’
16 ottobre 2017

La giornalista Daphne Caruana Galizia, molto nota per le sue indagini sulla corruzione, è rimasta uccisa oggi nell’esplosione della sua automobile a Bidnija, nell’isola di Malta, vicino l’abitazione della sua famiglia. Sebbene sulle cause della deflagrazione gli inquirenti stiano ancora indagando, appare sempre più probabile la pista dell’attentato dinamitardo, dopo le minacce di morte denunciate dalla reporter appena due settimane fa. Il primo ministro maltese Joseph Muscat ha descritto l’incidente come “un giorno nero per la libertà di espressione”, mentre il leader del Partito nazionalista Adrian Delia – citato dal Times of Malta – ha parlato del “peggiore attentato politico da quello di Raymond Caruana”. L’esplosione che ha coinvolto l’auto della giornalista e blogger, una Peudeot 108, ha avuto luogo dopo le 15, ora in cui i vigili del fuoco e la polizia sono stati chiamati per spegnere le fiamme. L’auto è esplosa sulla strada, non lontano dalla casa della sua famiglia. Fonti di polizia hanno detto a Malta Today che il corpo della donna è stato catapultato fuori dall’auto, riducendolo in brandelli e del tutto irriconoscibile. Il figlio Matthew Caruana Galizia era in casa al momento dell’incidente. Il marito di Caruana Galizia, Peter, è stato visto parlare con la polizia sul luogo dell’esplosione.

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Caruana era una blogger molto nota per la sua attività anticorruzione. Il suo ultimo post sul suo blog era stato pubblicato alle 2:35, pochi minuti prima di morire. La giornalista aveva lavorato, in passato, ai cosiddetti Malta Files, l’inchiesta internazionale che indicava nell’isola di Malta “la base per l’evasione fiscale nell’Unione europea”. Proprio per il suo lavoro era stata inserita da Politico nella lista delle personalità che “stanno agitando l’Europa”. Di recente, Caruana Galizia stava indagando su un presunto scandalo di corruzione che vedrebbe coinvolta la moglie del primo ministro maltese Joseph Muscat, accuse che il premier ha sempre rigattato al mittente. E proprio Muscat, in una breve dichiarazione, ha dichiarato di essere rimasto sconvolto da questo “barbaro attacco” ed ha parlato di un “giorno nero per la libertà d’espressione”. Muscat ha chiesto unità nazionale ed ha insistito sul fatto che si adopererà affinché sia fatta giustizia su questo caso. “Tutti sanno che Caruana Galizia mi ha criticato duramente, sia politicamente che personalmente, ma nulla può giustificare in alcun modo questo atto barbarico”, ha spiegato Muscat, sottolineando che a Malta “tutti possono scrivere e dire ciò che vogliono”.

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