Autorità dell’Energia: “Situazione grave, serve riscrivere piano governo”

Autorità dell’Energia: “Situazione grave, serve riscrivere piano governo”
22 agosto 2022

“I processi del sistema energetico non sono brevi, sono medio-lunghi. Bisogna avere un’idea di cosa fare questo inverno, cosa fare nel prossimo triennio e nel prossimo decennio”. Al momento “il governo Draghi ha già impegnato 30 miliardi di euro per alleviare gli aumenti” dei costi energetici “prevalentemente alle famiglie, ma sono rimaste scoperte le imprese. Con l’arrivo dell’autunno, oltre a garantire quei benefici che hanno alleviato la sofferenza dei consumatori domestici, dobbiamo pensare anche alle imprese. Occorrono nervi saldi, ci vuole un senso di responsabilità di tutte le forze politiche e del sistema nel suo insieme perché la situazione è particolarmente grave”. Lo ha detto Stefano Saglia dell’Autorità di regolazione energia, reti e ambiente, intervenendo al dibattito “Approvvigionamento e indipendenza energetica” al Meeting di Rimini.

L’incontro è stato l’occasione per affrontare alcuni dei nodi emersi dopo con il conflitto in Ucraina che ha cambiato le politiche energetiche dei paesi membri dell’Unione Europea, alcuni dei quali, come l’Italia, alle prese con la necessità di trovare in tempi rapidi nuove fonti di approvvigionamento per continuare a prosperare, a produrre e a vivere. “Andiamo verso un periodo particolarmente difficile che non ho paura a definire drammatico – ha aggiunto Saglia -. Tutti dobbiamo avere contezza dell’enorme difficoltà. La transizione ecologica è indispensabile per l’Europa e va accelerata, ma ci siamo resi conto che questo processo aveva un baco al suo interno: l’illusione che gli idrocarburi non servissero più”. Quello della transizione ecologica è “un percorso che necessita decisioni politiche e investimenti di lungo termine che non portano risultati immediati. Sono processi lungi. Il nuovo governo dovrà mettere immediatamente mano al piano nazionale di energia e clima perché oggi i problemi da affrontare sono completamente diversi, il piano va aggiornato senza pregiudizi da un punto di vista ideologico”.

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Come ha ricordato Gaetano Mazzitelli, executive vice president commercial di Snam, stiamo affrontando “tre gravi situazioni emergenziali sicuramente correlate ma tuttavia distinte: la guerra in Ucraina, i prezzi dell’energia e il clima. Tre differenti emergenze che, pur avendo punti di contatto, devono essere affrontate con strumenti distinti, che richiedono azioni distinte e tempi di risposte differenti. La guerra è un problema di mesi, speriamo, i prezzi sono un problema di qualche anno, purtroppo, il clima è una questione che richiede qualche anno”. “I piani di razionamento – ha aggiunto Mazzitelli – sono sicuramente utili per responsabilizzare cittadini e imprese a un uso più efficiente delle risorse e per essere pronti al peggio, a dover affrontare situazioni di totale interruzione delle forniture. Ma per risolvere in maniera strutturale il problema dei prezzi credo che sia necessario e urgente aumentare significativamente l’offerta di gas per il mercato europeo, avviando nuovi progetti infrastrutturali, nuovi corridoi da Sud, Nord, Est e Ovest che consentono di attivare nuove risorse essenziali per una transizione energetica sostenibile”.

“Non abbiamo un pianeta di ricambio, dobbiamo tenerci stretto questo – ha ricordato Massimiliano Atelli, presidente della Commissione tecnica e Pnrr-Pniec del ministero della Transizione ecologica -. Allo stesso tempo abbiamo bisogno di evitare emergenze energetiche perché producono emergenze economiche e queste di conseguenza producono emergenze sociali. Ci sono intere filiere industriali, come quella della ceramica, del vetro e dell’industria conserviera, dove è già cominciato di fatto anche se in modo silente un auto-razionamento: si lavora meno, si lavora in orari differenti, ma questo produrrà costi sociali. nel momento in cui quelle produzioni rallenteranno. Credo che sia necessario tenere insieme tutto questo, cercare punti di equilibrio tra ambiente, economia, coesione e tenuta sociale sempre più avanzati perché questo equilibrio è dinamico”. askanews

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