Bakhmut vacilla, Kiev chiede aerei e esclude armi cinesi ai russi

Bakhmut vacilla, Kiev chiede aerei e esclude armi cinesi ai russi
28 febbraio 2023

La situazione nella città di Bakhmut, sulla linea del fronte orientale della guerra in Ucraina, sta diventando “sempre più difficile”: le forze russe cercano di conquistare la città da oltre sei mesi e stanno distruggendo “tutto ciò che può essere utilizzato per proteggere” le posizioni ucraine, ha avvertito il presidente Volodymyr Zelensky nel suo ultimo messaggio notturno alla nazione. Il capo dello Stato ha chiesto agli alleati, ancora una volta, la fornitura di aerei da combattimento “per proteggere completamente il cielo”. Bisogna rimuovere “il tabù dell’aviazione nei rapporti con i nostri partner”, ha insistito. “Abbiamo bisogno di una componente di difesa aerea: moderni aerei da combattimento, in modo che l’intero territorio del nostro stato possa essere protetto dal terrore russo”. Allo stesso tempo, Kiev non crede alla cessione di armi letali cinesi a Mosca: “non la vedo”, ha spiegato il capo dell’intelligence militare, Kyrylo Budanov.

A Bakhmut, nella regione ucraina di Donetsk, si stanno svolgendo alcuni dei combattimenti più feroci da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, un anno fa. Recentemente gli sforzi delle forze russe per catturare la città industriale si sono intensificati, con le sue truppe che stanno guadagnando terreno. Il leader separatista dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, ha affermato che “praticamente tutte le strade” della città sono ora “sotto il controllo del fuoco russo”. E il comandante delle forze di terra ucraine, il colonnello generale Oleksandr Syrskyi, ha riconosciuto che la situazione intorno a Bakhmut è “estremamente tesa”. “Nonostante le perdite significative, il nemico ha lanciato le unità d’assalto più preparate di Wagner, che stanno cercando di sfondare le difese delle nostre truppe e circondare la città”, ha detto l’ufficiale ucraino.

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Zelensky ha confermato le difficoltà e si è detto “grato a ogni singola persona che difende eroicamente” l’area. Poi si è rivolto agli alleati, con un messaggio chiaro: Kiev ha necessità di ricevere moderni aerei da combattimento. Aiuti su cui la comunità internazionale sembra piuttosto tiepida. Durante la sua visita di ieri a Kiev, ad esempio, il segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen, ha annunciato un ultimo trasferimento di 1,25 miliardi di dollari in aiuti economici e di bilancio all’Ucraina, ma non ha fatto alcun cenno all’assistenza militare. Eppure a Washington è c rescente la preoccupazione su potenziali aiuti letali della Cina alla Russia.

Ancora ieri, il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price, ha detto che la Cina si è “chiaramente” schierata dalla parte della Russia ed è stata “tutt’altro che un mediatore onesto” negli sforzi per portare la pace in Ucraina. Sebbene Pechino abbia “tentato di mantenere questa parvenza di neutralità”, ha fornito alla Russia “sostegno diplomatico, sostegno politico, sostegno economico, sostegno retorico”, ha detto Price ai giornalisti. Il portavoce americano ha quindi spiegato che gli Stati Uniti non ritengono ancora che la Cina abbia fornito assistenza letale alla Russia, ma non escludono che potrebbe farlo in futuro. D’altra parte, Pechino ha a sua disposizione tecnologie e risorse più sofisticate di quelle assicurate fino a Mosca dalla Repubblica islamica dIran, e un coinvolgimento diretto di Pechino – ha avvertito Price – avrebbe conseguenze “potenzialmente terribili e tragiche”. 

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Il capo dell’intelligence militare ucraina, Kyrylo Budanov, ha tuttavia messo in dubbio le affermazioni secondo cui la Cina starebbe valutando la possibilità di fornire armi alla Russia, dicendo ai media statunitensi di non avere visto “segni che tali cose siano state discusse”. “Al momento non credo che la Cina accetterà il trasferimento di armi alla Russia. Non vedo alcun segno che si stia discutendo di queste cose”, ha commentato. A inizio febbraio, il segretario di stato americano Antony Blinken ha espresso le preoccupazioni di Washington su questo dossier e domenica scorsa il direttore della Cia ha detto di ritenere che Pechino stesse ancora valutando tale possibilità. A domanda specifica sulla valutazione degli Stati Uniti, Budanov ha però dichiarato: “Sono il capo dell’intelligence e mi affido, con tutto il rispetto, non alle opinioni delle singole persone, ma solo ai fatti. E non vedo tali fatti”.

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