METEO

Ballottaggi e sorpassi, a volte i secondi diventano primi. I precedenti che fanno sperare i candidati

Lo hanno chiamato “effetto Parma” o qualcuno “effetto Livorno” ma il risultato non cambia: il candidato che arriva al ballottaggio delle comunali con un ampio margine viene poi superato dal contendente capace di attrarre consensi da altri flussi di voto. Il caso classico è quello Pd-M5s, a tutto svantaggio dei dem. E’ impossibile fare paragoni con altre competizioni ma anche a questo giro l’effetto Parma esiste ed è temuto (o auspicato) da tutti. Può succedere ovunque, ovviamente, anche a Roma e Napoli dove da un lato Virginia Raggi (M5S) e da un altro Luigi De Magistris hanno uno stacco di oltre 20 punti su Roberto Giachetti (Pd) e Gianni Lettieri (centrodestra). Ma dove la distanza tra i due sfidanti si aggira sul 10% il sorpasso può essere più che mai una delle ipotesi in campo. Si tratta a ben guardare dei casi di Torino e Bologna. A Torino primo tempo a favore dei dem con Piero Fassino al 41,83 inseguito da Chiara Appendino del M5S al 30,92. Per vincere è necessario drenare voti sorprattutto da chi ha votato Lega-Fdi o Forza Italia e in parte anche sinistra (il candidato di Si Giorgio Airaudo ha ottenuto il 3,7%). Se si verificasse il sorpasso non sarebbe la prima volta: il ricordo va infatti al maggio del 2012 quando Federico Pizzarotti (M5S) strappò la città di Parma quasi triplicando i suoi voti a Vincenzo Bernazzoli sostenuto da tutto il centrosinistra. La partita sembrava impossibile:

Bernazzoli usciva dal primo turno con il 34% dei voti e Pizzarotti con il 17%. La stessa cosa è accaduta a Livorno nel giugno del 2014 quando Filippo Nogarin, partito con il 19% contro il 40% di Marco Ruggeri appoggiato dal centrosinistra, è riuscito ad attirare tanto i voti della sinistra quanto quelli della destra raggiungendo oltre il 53% dei consensi. Dicisastte anni fa, il 5 Giugno del 1999, Bologna la rossa fu espugnata per la prima volta dal dopoguerra dal centrodestra grazie al sorpasso al ballotaggio di Giorgio Guazzaloca per un pugno di voti (finì 50,6% a 49,3%) sulla candidata di partito dei Ds Silvia Bartolini che al primo turno lo distanziava di cinque punti: 46,6% Bartolini, 41,5% Guazzaloca. Oggi sotto le Due Torri il sindaco Pd uscente sostenuto dal centrosinistra Virginio Merola è avanti di diciassette punti sulla candidata del Carroccio Lucia Borgonzoni. Determinante sarà il tesoretto di oltre il 16% conquistato dal Movimento cinque stelle: anche su questo ci sono pochissime certezze.

A Milano con appena un punto percentuale di differenza a favore di Giuseppe Sala la battaglia con Stefano Parisi è apertissima. Negli annali quando il duello è tra centrodestra e centrosinistra si ricorda un sorpasso storico. Era la primavera del 2008 quando Gianni Alemanno la spuntò su Francesco Rutelli. Finita 45 a 40 per Rutelli il ballottaggio vide l’ex ministro aennino recuperare oltre 13 punti percentuali. Riuscì invece a capitalizzare al massimo il vantaggio del primo turno su Letizia Moratti Giuliano Pisapia nel maggio 2011: finì al ballottaggio con Pisapia oltre il 55% e la Moratti al 44%. A danno del centrosinistra il sorpasso verificatosi a Venezia un anno fa quando Felice Casson fu sconfitto da Luigi Brugnaro capace di recuperare lo svantaggio di dieci punti del primo turno: un salto dal 28 fino al 53% della vittoria. Incognita sorpasso, infine, anche nei dodici municipi di Roma dove il Pd è avanti ovunque. Per i ballottaggi, 11 con il Movimento cinque stelle e uno con Fdi, la posta più grande sarà la conquista dei voti di Giorgia Meloni. Ma non sarà facile.

Segui ilfogliettone.it su facebook
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it
Condividi
Pubblicato da