Balneari, c’è la proroga ma solo della delega. FI non molla

Balneari, c’è la proroga ma solo della delega. FI non molla
24 gennaio 2023

Una proroga c’è, ma non è quella delle concessioni balneari che avrebbero voluto sia Forza Italia che la Lega. Il governo prova a liberarsi di almeno uno dei tanti problemi che si sono messi di traverso sulla sua strada in questi primi giorni dell’anno e lo fa, sostanzialmente, affidandosi a un rinvio. Il tecnicismo è stato elaborato nel corso di un incontro di maggioranza convocato dal ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, per sminare il terreno da quella che rischiava di essere una vera bomba sotto gli equilibri della coalizione: ovvero gli emendamenti presentati dagli alleati al decreto Milleproroghe in cui si chiedeva di risolvere la questione semplicemente prorogando la scadenza oltre la data già prevista del 31 dicembre. Alla fine la soluzione è stata quella di prendere tempo: a essere prorogata sarà infatti la delega in base alla quale il governo avrebbe dovuto emanare entro il 27 febbraio 2023 i decreti delegati attuativi della riforma delle concessioni balneari.

Di fatto, un modo per guadagnare 3-4 mesi che serviranno – come si spiega in una nota congiunta al termine dell’incontro – a “istituire un tavolo interministeriale” nonché ad “aprire un immediato confronto con le categorie e le istituzioni interessate”. La soluzione, formalmente, ha avuto il placet di tutti. I leghisti, con il capogruppo del Senato, Massimiliano Romeo, si dichiarano “soddisfatti” perché “è stata “sposata l’idea che la Lega ha avuto fin dal principio di coinvolgere in un tavolo interministeriale le associazioni di categoria, le Regioni e tutti gli attori coinvolti per arrivare finalmente a un riordino della materia”. Più fredda resta Forza Italia. Il governo ha infatti chiesto ai due partiti alleati di riformulare gli emendamenti presentati al decreto che in questo momento è all’esame del Senato, ‘convertendo’ la richiesta di proroga delle concessioni in quella, appunto, di un rinvio della delega. Gli azzurri, però, preferiscono per il momento metterli in stand by in attesa di ascoltare le categorie interessate “la cui opinione – spiega Maurizio Gasparri – sarà fondamentale per la decisione”.

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L’idea nel partito di Silvio Berlusconi è che il governo in realtà abbia già espresso chiaramente la sua posizione “critica” nei confronti dell’idea di una proroga delle concessioni, che di fatto abbia già stabilito che si tratta di una strada che non si può percorrere. Da Fratelli d’Italia negano che la decisione sia già stata presa (sebbene un emendamento analogo a quello degli alleati sia stato prima presentato e poi ritirato). Ne parleremo con i diretti interessati – spiega una fonte dell’esecutivo – e poi saranno loro a dirci se preferiscono una nuova procedura d’infrazione da Bruxelles che probabilmente non gli conviene, oppure se cercare una soluzione condivisa. Il sospetto, nel partito della premier, è che Forza Italia sia insistendo per mettere in difficoltà Giorgia Meloni che non solo si trova a fronteggiare il suo primo sciopero, quello dei benzinai – con annesso primo calo nei sondaggi – ma che su questo fronte in particolare è stretta da una parte dall’esigenza di non scontentare un elettorato a lei molto vicino come quello dei balneari, dall’altro la necessità quello di non aprire fronti con l’Europa. Soprattutto mentre è in atto un’interlocuzione per le modifiche al Pnrr.

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