Basilicata, tensione nel centrosinistra. Calenda guarda a destra

Basilicata, tensione nel centrosinistra. Calenda guarda a destra
Carlo Calenda
15 marzo 2024

Il nome del candidato in Basilicata c’è, ma il ‘campo largo’ è ancora in fibrillazione. L’intesa su Domenico Lacerenza non comprende i centristi, né quelli di Azione né, tantomeno, Italia viva, e Carlo Calenda denuncia il “veto” di Giuseppe Conte nei suoi confronti. Ma anche nel Pd lucano che aveva puntato su Angelo Chiorazzo, secondo quanto riferisce qualcuno, l’accordo avrebbe provocato più di un malumore, senza contare la minoranza dem che è preoccupata per l’esclusione dei centristi.

La segretaria Pd Elly Schlein da settimane aveva dato un mandato chiaro a Igor Taruffi e Davide Baruffi, i due esponenti della segreteria incaricati di gestire il dossier: l’unità della coalizione viene prima di tutto. Un principio che la leader Pd ribadisce, come spiegano fonti del partito: “Da parte nostra non c’è nessuna preclusione ad un allargamento della coalizione”. La trattativa, però, pare ormai impossibile. Calenda attacca, denuncia una ‘conventio ad excludendum’ nei suoi confronti: “E’ molto chiaro che c’è una leadership del centrosinistra che è la leadership di Giuseppe Conte. Semplicemente il M5s, che ormai decide la politica della sinistra ha escluso Azione.

In Sardegna hanno vinto con il voto disgiunto” e 1.600 voti di scarto per le divisioni della destra, “ma se avessero fatto come noi avevamo chiesto primarie di coalizione con Soru avrebbero vinto con 30.000 voti, ma sono scelte loro, noi ragioniamo sulla qualità della persona”. Anche sul colloquio di ieri tra il leader di Azione e la segretaria Pd le versioni non coincidono. Ieri Calenda aveva detto di avere “sentito” la Schlein, ma un parlamentare Pd spiega che ci sarebbe stato uno scambio di messaggi su Whatsapp. Calenda avrebbe detto di non potere più proseguire nell’incertezza, annunciando la candidatura di Marcello Pittella e sottoponendola al resto del centrosinistra. La Schlein avrebbe risopsto che si trattava di un nome che il Pd non poteva appoggiare.

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Ma da Azione, d’altro canto, si ribatte che nello scambio la leader dem non avrebbe fatto il nome di Lacerenza al leader di Azione, Calenda avrebbe appreso della candidatura del primario oculista solo leggendo le agenzie. Di sicuro, l’ex ministro – che ha espresso apprezzamenti per il candidato del centrodestra Vito Bardi – sarà in Basilicata nel fine settimana e farà il punto proprio con Pittella. E, appunto, ci sono anche da placare i malumori di una parte dei dem lucani, che pure sarebbero stati informati solo a cose fatte e che vorrebbero in qualche modo mettere agli atti il loro dissenso. E domattina Baruffi e Taruffi faranno il punto con i dirigenti Pd della Basilicata, stavolta in video-conferenza, dopo la rissa sfiorata un paio di settimane fa in direzione.

Anche per evitare che i più scontenti possano prendere strade pericolose, smarcandosi dalla linea del partito nazionale e convergendo su possibili altri nomi che complicherebbero ulteriormente la partita. Il tutto quando ormai mancano solo 7 giorni alla presentazione delle liste e mentre Lacerenza prova a lanciare la sua campagna elettorale: “Confrontandomi sia con la segretaria Elly Schlein che con il presidente Giuseppe Conte abbiamo convenuto sulla necessità di tradurre gli impegni in un programma giudicando tutti insieme indispensabile il confronto fattivo con le forze politiche a livello regionale. Per questo ora il lavoro deve essere celere e intenso”.

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