Bce, atteso nuovo maxi rialzo dei tassi da 75 punti base. Il più elevato dal 2008

Bce, atteso nuovo maxi rialzo dei tassi da 75 punti base. Il più elevato dal 2008
26 ottobre 2022

Fari puntati sulla Banca centrale europea domani, da cui la maggioranza degli analisti attende un nuovo aumento dei tassi di interesse di portata energica, 75 punti base in più con cui il principale riferimento sul costo del denaro nell`eurozona verrebbe alzato al 2%. Sarebbe il livello più elevato dal dicembre del 2008. Di fatto una mossa di questo tipo è ampiamente scontata sui mercati e una variazione di proporzioni diverse, sia in un senso che nell’altro, potrebbe innescare volatilità e incertezza, dato che non è stata preceduta da indicazioni preparatorie da parte di esponenti della stessa istituzione. L`inflazione nell`eurozona è a un soffio dal 10% e la Bce proseguirà quindi nella sua manovra di “normalizzazione” dei tassi, per poi valutare se sarà stato sufficiente a far cambiare rotta al carovita oppure, come ha più volte avvertito la presidente Christine Lagarde, se bisognerà spingersi oltre, portando il costo del danaro a valori restrittivi. Le decisioni del consiglio direttivo verranno comunicate alle 14 e 15 italiane. Successivamente, alle 14 e 45 Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa.

Oltre alle mosse sui tassi e alle eventuali indicazioni sui futuri rialzi, l`attenzione dei mercati dovrebbe focalizzarsi anche su altri due elementi, che secondo diversi analisti il Consiglio direttivo potrebbe esaminare. I banchieri centrali inizieranno a vedersi stasera con la cena informale, per poi tenere la riunione operativa domani mattina. Il primo è un possibile intervento anche per rimuovere progressivamente l`allentamento quantitativo che negli anni scorsi la Bce ha effettuato con i suoi vari programmi di acquisti di titoli, prevalentemente pubblici. Sul Pepp, il piano di acquisti anticrisi da lockdown e misure anti Covid, è stato già fissato un termine almeno alla fine del 2024 in cui proseguire i rinnovi degli stock di bond. Invece sul preesistente programma App, che ha anche un ammontare più consistente esiste solo una indicazione generica sull`orientamento a rinnovare i titoli che giungono a scadenza per “un prolungato periodo di tempo” oltre la data (ormai iniziata a luglio) in cui sono stati avviati rialzi dei tassi.

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Gli analisti di Pimco rilevano che la Bce potrebbe muoversi in due modi: o limitare i rinnovi di titoli effettuando così dismissioni “passive”, oppure procedere direttamente a cessioni attive di bond. Quest’ultima ipotesi è giudicata meno probabile (forse anche perché potrebbe avere effetti più destablizzanti). In generale a Pimco si attendono che domani inizi la discussione su cosa fare con i rinnovi degli stock dell’App e che una decisione venga presa “in tempi ragionevolmente brevi”, forse già a dicembre. Va rilevato che un eventuale ridimensionamento degli stock di obbligazioni pubbliche nei portafogli della Bce potrebbe avere un impatto molto significativo sui tassi di interesse di tutta l`eurozona, in particolare dell`Italia, aumentando i costi di servizio del debito sui titoli di nuova emissione ed eventualmente con potenziali pressioni anche sui differenziali(spread) tra Btp e Bund.

L`altro elemento su cui la Bce potrebbe intervenire è il livello ritenuto eccessivamente favorevole con cui retribuisce le banche sui maxi rifinanziamenti agevolati che aveva concesso durante la crisi causata da lockdown e restrizioni imposte a motivo del Covid, i Tltro. In diversi paesi vengono guardati con crescente disagio a causa del fatto che stridono con l`inasprimento che si sta operando sulle condizioni di finanziamento di famiglie imprese. Intanto alla vigilia della riunione l’euro si è riportato sopra la parità sul dollaro e in serata si rafforza ulteriormente a 1,008, sui massimi da due settimane.

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