Belgio, stupratore condannato all’ergastolo ottiene l’eutanasia

Belgio, stupratore condannato all’ergastolo ottiene l’eutanasia
4 gennaio 2015

In prigione da quasi 30 anni, Frank Van Den Bleeken chiede e ottiene l’eutanasia in Belgio. Ha 52 anni anni e, nel suo curriculum, trovano posto le torture ai danni di una 19enne, che poi fu uccisa, con conseguente morte per crepacuore da parte della madre della vittima. L’uomo è nel carcere di Turnhout, condannato all’ergastolo per ripetuta violenza sessuale e per un omicidio, da anni denuncia le pessime condizioni di vita all’interno del carcere e dice anche di provare “sofferenze psicologiche insopportabili” . Ha chiesto ripetutatamente di accedere all’eutanasia (in Belgio è legale dal 2002) e dopo diverso tempo e pareri medici favorevoli, ha ottenuto l’ok dal Ministero della Giustizia belga. È la prima volta che un detenuto ottiene l’eutanasia. “Se sarò rimesso in libertà mi comporterò allo stesso modo, sono un pericolo pubblico. Che cosa dovrei fare, stare seduto qui a marcire fino all’ultimo giorno della mia vita? Preferisco l’eutanasia”, aveva dichiarato motivando la sua richiesta.

Insorgono però le famiglie delle vittime: “Lui chiede una morte con dignità, quella che non ha concesso ad altri”. In realtà, l’accordo di Frank con i giudici è di un anno fa; venerdì prossimo, ci sarà il trasferimento in un ospedale segreto dove, per due giorni, potrà stare da solo con i suoi familiari. Poi, domenica 11 gennaio, arriverà un sacerdote. Infine, il medico statale che – con un’iniezione pagata dallo Stato – porrà fine alle sofferenze terrene dell’assassino. Cancellando anche la condanna all’ergastolo.

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